08/05/2015 Udine: Il piacere della Legalità? – Cibo e Solidarietà

Venerdì 8 maggio 2015 saranno presentati i risultati del progetto formativo interistituzionale “Il piacere della legalità? Mondi a confronto“, giunto ormai alla sua Ottava edizione.

L’incontro, che si terrà a partire dalle 8:30 presso la Chiesa di San Francesco, Largo Ospedale Vecchio a Udine, sarà occasione per illustrare, da parte della Scuola Valussi, il progetto “In mensa… stiamo COMPOSTi”, sviluppato con il coordinamento di Animaimpresa e, parallelamente, le altre iniziative condotte con gli allievi orientate a promuovere la sensibilità verso la riduzione degli sprechi alimentari.

Il progetto, sostenuto dall’Associazione Libera di don Ciotti, intende promuovere la cultura della legalità, della lotta alle mafie e della solidarietà, attraverso la creazione di “ponti” tra le istituzioni e a partire dalle scuole.

Per visualizzare il programma dell’incontro vai qui

Seguirà il pranzo della legalità

(tratto da Vicinolontano.it)

Quest’anno i docenti e i ragazzi coinvolti appartengono a istituti diversi d’istruzione secondaria di primo e di secondo grado di Udine: Valussi, Percoto, Sello, Stringher. È compreso anche un gruppo di persone detenute della Casa Circondariale di Udine, che da gennaio si confrontano settimanalmente su temi di rilevanza sociale con i ragazzi delle scuole superiori. Il termine legalità fa da guida ai percorsi, il punto di domanda ad esso associato nel titolo del progetto mette in guardia dal banalizzare e dall’assumere per dato quanto è invece frutto di cura e di attenzione costanti. Ragazzi e docenti, insieme, si interrogano sugli effetti delle proprie azioni e delle scelte individuali e collettive. L’educazione alla legalità è esercizio di pensiero critico ed espressione di libertà. Il suo obiettivo è far comprendere che senza norme nessuna vita di gruppo è possibile e che solo nell’ambito definito dalle regole sociali è anche possibile realizzarsi con soddisfazione. Il progetto si propone come laboratorio attivo, nel quale ricerche ed esperienze sostengono la costruzione dell’identità personale e sociale con cui i ragazzi possano diventare protagonisti della storia individuale e collettiva.
Le nostre azioni possono contribuire a migliorare il mondo, ma anche essere manipolate e strumentalizzate: questa consapevolezza è acquisita attraverso il confronto con le esperienze e le testimonianze in grado di sollecitare le domande di senso degli adolescenti. Il filo conduttore è il cibo, materia prima atta a soddisfare i bisogni fisiologici per la sopravvivenza, ma anche prodotto culturale fortemente investito di significato sociale, religioso, comunicativo, identitario. Nel cibo si oggettivano relazioni affettive e di potere, bisogni reali e indotti. Nell’uso, abuso, spreco che ne facciamo si concretizzano interpretazioni del mondo.
Il rispetto per il cibo è il rispetto per noi stessi e per l’ambiente in cui viviamo. Sulla base di questa convinzione i ragazzi hanno cominciato a considerare il cibo della mensa in modo diverso: da mero oggetto di consumo a prodotto di una complessa organizzazione sociale.
Il cibo quindi come risorsa vs spreco, per sensibilizzare le giovani generazioni sulle strategie e sulle opportunità perché questo venga recuperato e diventi risorsa per tutti.

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