4/4/17: Rapporto Socialis in Uniud con Animaimpresa

A contraddistinguere l’anno appena passato è proprio la CSR: lo attesta il VII rapporto di indagine sull’impegno sociale delle aziende in Italia dell’Osservatorio Socialis. Il tour in Italia di presentazione ha fatto tappa anche all’Università di Udine. Si è tenuto, infatti, martedì 04 aprile 2017 il convegno ‘Responsabilità e sostenibilità delle aziende in Italia. Dati, best practices, e nuove norme’ presso la Sala Tomadini del Polo Economico Giuridico dell’Università di Udine. Ancora una volta un appuntamento targato Università degli Studi di Udine, con la partecipazione di LabEED, RUS, l’Osservatorio Socialis e la partecipazione di Animaimpresa. Ad introdurre alla discussione è stato il professor Francesco Marangon del Dipartimento di Economia e Statistica, il quale ha sottolineato come l’attenzione dell’Università verso i temi della sostenibilità sia alimentata da diversi anni: a testimoniarlo sono il Laboratorio di Etica, Economia e Diritto, l’adesione alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e l’imminente accordo di partenariato tra l’Università di Udine e l’Associazione di promozione di una cultura di responsabilità sociale Animaimpresa.

In ossequio all’apertura dei lavori, il direttore dell’Osservatorio Socialis, nonché Presidente di Errepi Comunicazione, Roberto Orsi ha illustrato con chiarezza i risultati della ricerca: in Italia dal 2001 (anno di pubblicazione del Libro Verde della Commissione Europea sulla RSI delle imprese) al 2016 si è raggiunto l’80% delle aziende con almeno 80 dipendenti che si sono mostrate sensibili e hanno intrapreso attività di sostenibilità e/o sicurezza ambientale. A sostegno di questa tesi, vi sono i vantaggi e le ricadute positive che queste aziende hanno dichiarato di aver ottenuto una volta intrapreso questa strada. Per citarne solo alcune, troviamo un miglioramento dell’immagine e notorietà dell’azienda e un aumento delle vendite seguito da una maggiore fidelizzazione dei clienti. A conclusione di questa prima parte è intervenuto il Direttore del DIES dell’Università di Udine, Andrea Garlatti il quale ha potuto sottolineare in premessa come un valore economico non può sussistere a prescindere dall’utilità per le persone e conseguentemente l’innovazione e l’economia, quella vera (N.d.A.), non vanno da nessuna parte se l’attività economica non equivale all’amore per l’uomo. Basti pensare, che l’attività economica sorge per soddisfare i bisogni dell’uomo per cui non è possibile fare business se non si ottempera trasversalmente agli interessi degli stakeholder senza arrecare disutilità o danno alcuno ad altri.
Il secondo modulo di interventi è stato poi introdotto dal Responsabile ‘Corporate Shared Value’ Fabrizio Torella di Ferrovie dello Stato che ha saputo dettagliatamente sottolineare le attività e gli sforzi che la sua azienda, ormai da diversi anni, ha profuso contro la povertà e l’esclusione sociale di tutte quelle persone che rientrano in maniera pregiudizievole sotto l’etichetta di ‘immigrati, senzatetto e tossicodipendenti’. Tante le iniziative nobili e tante le risorse economiche messe in campo. Come ben sappiamo per far CSR non serve essere una grande multinazionale e ben ce lo insegna Fabrizio Cattelan, nella doppia veste di Presidente di CDA di Cattelan e Presidente di Animaimpresa, in un intervento successivo. In quanto imprenditore ha raccontato alla platea come negli anni si sia avvicinato ad Animaimpresa e come l’associazione sia stata per lui rivelatrice di opportunità di creazione di valore non solo condiviso, bensì anche economico. Non da ultimo il progetto di riutilizzo dei fondi di caffè ancora classificati come rifiuti dal Codice CER ora, però, destinati alla coltivazione e vendita di deliziosi funghi con il sostegno dello spin-off Micomondo di Carlo Marin. A concludere i lavori è stata la volta, poi, del neo socio di Animaimpresa Gerardo Acampora, Presidente dell’azienda Pizza M.E.G.I.C.. Un imprenditore nostrano che crede fermamente nella creazione di valore per la ricchezza di ognuno, in primis del territorio, e fautore del Made in Italy quale virtù preziosa da tutelare. Agli occhi dei presenti il messaggio appare chiaro: fare sostenibilità è una leva strategica per le grandi e piccole aziende e il vantaggio che ne deriva è indubbio.
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