Al via censimento dei Comuni alla ricerca di buone pratiche sui rifiuti

L’Assessorato all’ambiente ed energia della Regione FVG, tramite l’associazione Animaimpresa, intende censire le buone pratiche di riduzione dei rifiuti attivate sul territorio, in particolare le buone pratiche afferenti al riuso e al riciclo in relazione a iniziative dirette a favorire il riutilizzo di prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti quali la costituzione e il sostegno di centri e reti regionali accreditati di riparazione/riutilizzo.

La diffusione dei centri di riuso, strutture attrezzate dove i cittadini possono consegnare beni quali mobili, elettrodomestici e altri beni durevoli prima che gli stessi siano conferiti nei centri di raccolta quali rifiuto, riveste una duplice valenza ambientale e sociale in quanto alla riduzione della produzione dei rifiuti si affianca la possibile destinazione dei beni riutilizzabili a fini sociali.

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L’indagine, giunta alla seconda edizione, è coerente con gli indirizzi del Programma regionale di prevenzione  della produzione dei rifiuti. Le politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti, inoltre, rappresentano uno degli obiettivi fondamentali dell’approccio integrato alla gestione dei rifiuti, sancito dalla direttiva 19 novembre 2008 n. 2008/98/CE, che si propone di indirizzare i paesi membri dell’Unione europea verso una “società del riciclaggio”.

I Comuni della regione hanno, in queste settimane, ricevuto un questionario il cui fine è quello di monitorare:

• l’interesse dei Comuni a promuovere attività di riuso e riciclo (mercatini dell’usato, attività di scambio ecc.) di beni prima che siano conferiti nei centri di raccolta;

• i progetti di riuso e riciclo di beni che i Comuni hanno già realizzato o stanno realizzando;

• l’interesse dei Comuni a realizzare un Centro di recupero e riuso, anche congiuntamente a Comuni adiacenti, a fronte della concessione di contributi per interventi volti alla loro realizzazione ed allestimento;

• le ulteriori buone pratiche di prevenzione già avviate, o in fase di realizzazione, ai fini della riduzione della produzione dei rifiuti;

• l’interesse dei Comuni a promuovere o attivare sul territorio attività di autocompostaggio o compostaggio di comunità;

• eventuali difficoltà o motivi che ostacolano la realizzazione e la promozione di azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti (logistici, organizzativi ecc.).

 

 

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