COP21: gli esiti dell’accordo sul clima di Parigi

“Miracolo diplomatico” ha affermato qualcuno. Il presidente della Cop21, Laurent Fabius, ha parlato di “accordo differenziato, giusto, durevole, dinamico e giuridicamente vincolante”. Certamente l’Accordo sul Clima, a più di vent’anni dal Round della Terra di Rio, ora è realtà. Ed è stato frutto di un intenso lavoro diplomatico che ha visto 195 Paesi firmatari siglare un documento “storico”. Il culmine programmatico più ambizioso si raggiunge all’Articolo 2, dove si prevede di perseguire obiettivi di contenimento dell’incremento della temperatura ben al di sotto dei 2°C, puntando a limitarla entro 1.5°C rispetto ai livelli pre-industriali.  Inoltre i Paesi industrializzati si sono impegnati ad alimentare un fondo annuo da 100 miliardi di dollari (a partire dal 2021, con un meccanismo di crescita programmata) per il trasferimento delle clean technologies nei Paesi in via di Sviluppo. Già nel 2015-2020 il governo italiano verserà 4 miliardi di euro con fondi start-up per il clima: l’obiettivo è quello di sostenere lo sviluppo “green” di questi Paesi.

ab-1451Ulteriore caposaldo dell’accordo, un Piano di rafforzamento periodico degli obiettivi di riduzione fissati volontariamente dai singoli Paesi, a partire dal 2018, per poi arrivare, nel 2023, alla prima revisione vera e propria per far crescere gli obiettivi di taglio della CO2 (ce ne sarà una ogni 5 anni).
“Nasce la climate economy… con obiettivi volontari che verranno aumentati di anno in anno e che promuoveranno un’economia amica del clima” ha aggiunto, convintamente, il Ministro Galletti. Opportunità si intravedono per l’Italia, dunque, con particolare riguardo alle prospettive dei settori “green” ed, in generale, a tutte le imprese che vogliano puntare su una trasformazione produttiva in direzione della carbon neutrality.
L’accordo è realtà, si è detto, ma non tutti gli stakeholder sono unanimi nel sancirne l’esito positivo. Giudizi contrastanti provengono, soprattutto, dal mondo dell ONG, meno inclini a considerare la “soglia dei 1,5°C” come un risultato concreto. Si è fatto ancora poco, inoltre, per aiutare i Paesi in via di Sviluppo ad adottare strategie di adattamento capaci di contenere, con efficacia, gli effetti ineluttabili del cambiamento climatico.

No comments yet.

Leave a Reply