Food & Nutrition: emergenza sprechi alimentari e risorse idriche

Lo stadio di San Siro pieno di rifiuti, è l’immagine scelta dal giornalista Jonathan Bloom per rappresentare l’emergenza degli sprechi alimentari: “il nostro cibo sprecato nutrirebbe la Spagna”.

Questo il monito che giunge dalla terza edizione del Barilla International Forum on Food and Nutrition: due giornate di dibattito e confronto per incontrare i maggiori esperti nel panorama internazionale e dare il proprio contributo all’analisi e allo sviluppo dei grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione nel mondo. Durante la tavola rotonda “Il futuro dell’accesso al cibo: stili di vita e sistema agroalimentare”, si è parlato, in particolare, di OGM e biotecnologie, geoagricoltura, emergenza acqua, politiche alimentari.

Si stima che entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di persone; le diete saranno probabilmente più esigenti; il cambiamento climatico potrebbe rendere più aleatoria la produzione agricola. L’accesso al cibo è ora precario per circa un miliardo di persone e il diritto alimentare va perseguito con più tenacia a livello nazionale e internazionale. Dall’assunzione di una responsabilità condivisa tra individui, attori privati e istituzioni può delinearsi una progressiva realizzazione dell’obiettivo di sfamare compiutamente l’intera umanità garantendo sostenibilità ambientale, sociale e sanitaria.

Molto interessante l’intervento dell’attivista indiana Vandana Shiva, Direttore del Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy in India, che ha parlato dell’emergenza alimentare nel suo Paese. Vandana Shiva, nel suo discorso di apertura al dibattito sul ogm e biodiversità, ha denunciato i 250 mila suicidi dei contadini indiani e i 1.500 brevetti in mano a tre multinazionali

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha portato l’esempio delle pesche lasciate marcire nelle campagne piemontesi. Sprechi non solo alimentari, ma anche di risorse idriche: l’Italia perde ogni anno una quantità di acqua equivalente a un decimo del mare Adriatico.

Nel corso delle tavole rotonde è emerso quanto segue: un miliardo di tonnellate di cibo finisce nella spazzatura, un miliardo di persone nel mondo soffre la fame, mentre altrettante sono malate per eccesso di cibo. “E’ ora di pensare a una diversa regia del mondo”, il commento di Umberto Veronesi.

Andrea Segrè, fondatore all’università di Bologna del Last minute market (recupero cibo e prodotti invenduti), sottolinea come il mercato sia disumano e non funzioni, inoltre, ribadisce: “con venti milioni di tonnellate di cibo persi ogni anno daremmo da mangiare a 44 milioni di persone, l’equivalente della Spagna”, che in euro corrisponde a 12 milioni. Segrè è promotore del progetto “Un anno contro lo spreco”, rilanciato dalla Commissione agricoltura a Bruxelles.

L’impegno è di dimezzare gli sprechi entro il 2025.

Qui è possibile vedere i video degli incontri.

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