Successo per il Salone della CSR al debutto udinese!

Lo scorso 14 febbraio l’itinerante Salone della CSR e dell’innovazione sociale si è fermato per la prima volta nel capoluogo friulano, nella splendida cornice di Palazzo Antonini, sede dell’Università degli Studi di Udine. Luogo di incontro privilegiato per esperienze di responsabilità sociale d’impresa e sostenibilità, il Salone ha confermato il suo ruolo aggregatore anche nel debutto udinese.
Dopo il benvenuto del Magnifico Rettore Alberto Felice De Toni e l’introduzione al convegno ad opera del Presidente di Animaimpresa Fabio Pettarin, hanno subito preso il via gli interventi, guidati da Rossella Sobrero, portavoce del Comitato promotore del Salone nazionale, organizzatore dell’evento insieme ad Animaimpresa e all’Ateneo udinese.
Le rotte della sostenibilità attraversano la regione…
A dare inizio alle danze è stato Renato Mascherin, presidente del Consorzio Ponterosso, che opera nel territorio pordenonese quasi cinquant’anni poggiando su valori che hanno permesso di fare rete tra le più di 200 imprese e di crescere in rapporto simbiotico con il territorio, all’insegna della sostenibilità e del welfare locale.
È stato poi il turno di Parovel Group, azienda agricola dedita alla produzione di olio e vino nella provincia tergestina la cui titolare, Elena Parovel, ha sostenuto l’importanza di assecondare quello che l’ambiente ha da offrire, adeguandosi ai suoi cambiamenti. Una donna, Elena Parovel, che non parla di circular economy  ma la applica ogni giorno nel suo fare quotidiano.
Dall’agricoltura all’energia, con la multiutility A2A, di cui ha preso la parola la responsabile CSR, Anna Viliari. Qual è l’ingrediente del successo per un’azienda che offre servizi? Semplice! L’ascolto della comunità: lo stakeholder engagement permette all’azienda di avere una visione d’insieme delle aspettative degli attori del territorio su cui opera, riuscendo così ad incontrare i bisogni di tutti.
Analizzando il rapporto tra CSR e ricerca universitaria, è intervenuto poi il professor Mario Minoja, secondo cui è indispensabile che le aziende capiscano che ogni loro scelta ha una ricaduta effettiva sulle persone e sull’ambiente in cui operano e non solo sul loro conto economico! Bisogna quindi approcciare la ricerca dando voce alle realtà attive sul territorio, sfruttando le loro interconnessioni, per capire concretamente come agire. Fornitura di prodotti agricoli locali a domicilio, tramite una applicazione. Questa è l”innovazione che ispira Eva de Marco, intervenuta dopo il professore,  nella guida della sua Orto In Tasca, una innovativa piattaforma per ricevere prodotti a km 0 direttamente a casa.
A prendere il microfono è stato poi Piero Petrucco, di ICOP, azienda di costruzioni di recente insignita del Premio Sodalitas, l’Oscar italiano per la sostenibilità d’impresa, prima artefice della realizzazione di una scuola di arti e mestieri in Sudan.
A seguire Roberto Nocera dell’azienda di produzione di macchine del caffè La San Marco. A connotare il suo intervento l’innovazione nel rispetto della tradizione, intesa come competenze artigianali e imprenditoriali che dal 1920 garantiscono un prodotto di qualità, anche a servizio di iniziative sociali.
Ad arricchire il panel hanno preso la parola Filippo Causero, ideatore della piattaforma di project sharing Foxwin ed Eleonora D’Alessandri, responsabile della comunicazione dell’azienda CDA di Talmassons, che ha presentato il progetto editoriale CSRSmile, per uno sguardo “al femminile” sulla Responsabilità Sociale d’Impresa.
Una vision per il territorio: sostenibilità come fil rouge…
È stato quindi il momento di dare la parola a Fabrizio Cattelan, amministratore delegato di CDA e vice presidente di Confindustria Udine, Guido Nassimbeni, docente dell’Università di Udine e presidente dell’associazione VicinoLontano, Fabiana Vidoz, ricercatrice sociale e membro del consiglio direttivo di Manageritalia e Costanza De Angelis, laurenda dell’Università di Udine, sede di Gorizia, in una tavola rotonda diretta dal professor Francesco Marangon del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche  dell’Università di Udine. Nonostante la differenza di background dei partecipanti, è stato espresso un pensiero comune: è necessario un maggior coinvolgimento dei cittadini attorno al concetto di policy e di formazione, una maggiore declinazione di progettualità attraverso la creazione di partnership per sviluppare un welfare, più che aziendale, territoriale. È inoltre importante sviluppare un proposta chiara e meritocratica di agevolazioni per chi opera tramite la CSR.
Tanti gli spunti di riflessione che hanno arricchito la mattinata del 14 febbraio a Udine. Una vera e propria esplosione di valore condiviso che premurosamente coltiveremo perché, come ci ricorda Rossella Sobrero, “la sostenibilità è un progetto, un percorso che va sostenuto e adattato al cambiamento cammin facendo”.
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