Il cambiamento climatico nel settore agricolo

a cura di Lidia Maranzana

Il cambiamento climatico, da intendersi come variazione dei parametri ambientali e meteorologici nel corso del tempo, è un fenomeno che ha caratterizzato il pianeta Terra nel suo complesso sin dalla sua origine e che, al giorno d’oggi, a causa principalmente dell’influenza negativa datagli dell’attività antropica, ha portato effetti negativi su di esso sia dal punto di vista ecologico che da quello economico. In particolare, esso ha impattato e impatta tuttora sulle diverse economie globali nella loro interezza prescindendo dalla tipologia di settore economico a cui si fa riferimento sebbene, al tempo stesso, ci sono alcuni settori che risentono maggiormente di questi suoi effetti negativi.
Tra questi, quello più danneggiato è quello agricolo, ovvero quello che comprende l’attività di produzione derivante dallo sfruttamento del suolo, l’attività di allevamento e quella di pesca, per il fatto che la riuscita positiva di queste attività, i luoghi in cui vengono svolte e i rischi a cui sono soggette sono influenzati dalle condizioni climatiche e dalla loro variabilità nel corso del tempo. Infatti, nel momento in cui le temperature cambiano fanno cambiare indirettamente i fenomeni atmosferici e le stagioni vegetative facendo si che acqua, luce e calore non sussistano in maniera adeguata per lo svolgimento delle attività in un dato periodo oppure che ci sia la diffusione di insetti, malattie e/o erbe infestanti che gravino sulla loro reale riuscita.
Nonostante ciò, comunque, chi si occupa di agricoltura ha a disposizione molteplici strumenti, che si sono evoluti nel corso del tempo, per poter ridurre i rischi di prezzo, di produzione e di reddito, quelli su cui incidono maggiormente gli effetti negativi derivanti dal cambiamento climatico, o per poter limitare i danni subiti a causa del manifestarsi degli stessi.
Tra questi strumenti, però, quello che attualmente sta ricoprendo un ruolo sempre più rilevante e su cui a livello globale e comunitario si sta ponendo sempre più attenzione è il ricorso alle imprese assicurative che, in tal senso, possono contribuire con diverse modalità. In primo luogo, tramite l’offerta di soluzioni assicurative per potersi preventivamente coprire da eventuali danni subiti da fenomeni meteorologici straordinari. In questo caso si fa riferimento sia alle polizze a rischio singolo, che coprono i danni generati da un singolo evento meteorologico, sia alle polizze pluri-rischio, che permettono a chi le stipula di assicurarsi da più eventi meteorologici contemporaneamente, che funzionano pariteticamente alle normali polizze assicurative. Un fatto importante da sottolineare in relazione ad esse è che incentivano comportamenti responsabili, volti a mitigare l’inquinamento derivante dall’attività agricola, per vedersi ridurre l’entità del premio da pagare. In secondo luogo, tramite lo svolgimento di attività di consulenza per sensibilizzare i soggetti economici e non, che svolgono attività afferenti al settore agricolo, su quelli che sono i rischi legati al cambiamento climatico a cui sono esposti e per, allo stesso tempo, incentivarli a ridurli indicandogli le modalità più appropriate a tal fine.
Infine, istituendo delle collaborazioni con le istituzioni pubbliche o ricorrendo allo strumento del pool assicurativo, consorzio costituito da diverse imprese per poter condividere rischi di eventi i cui danni possono essere consistenti, per coprire ex post danni molto ingenti che gli agricoltori potrebbero subire a seguito del manifestarsi di un evento naturale catastrofico e fornirgli assistenza.
In generale, comunque, nonostante il ricorso alle imprese assicurative, nelle modalità sopraelencate, sia sempre crescente,  sussistono ancora dei limiti considerevoli relativi al loro utilizzo che possono essere colmati solamente se si agisce a livello istituzionale e legislativo.
Il pieno adattamento degli agricoltori alle nuove condizioni climatiche e, altresì, l’incentivazione delle compagnie assicurative ad agire in questo senso non potrà mai esserci se non gli viene dato il giusto sostegno a livello pubblico.
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