Lotta allo spreco alimentare in FVG: i risultati 2013-2014

A conclusione del “Progetto di prevenzione e riduzione dei rifiuti mediante il riutilizzo a fini sociali di prodotti invenduti anni 2013 – 2014” che Animaimpresa ha condotto assieme a Last Minute Market srl, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione Ambiente, siamo lieti di presentarvi i risultati raggiunti nel corso del biennio.

Il progetto, nato dall’esigenza di ridurre lo spreco annuo di prodotti alimentari ancora consumabili (oltre 8 miliardi di Euro è il valore dei beni sprecati in Italia, ogni anno, secondo le stime di Last Minute Market), si è posto,  pertanto, l’obiettivo di prevenire il “food waste” promuovendone contemporaneamente il riutilizzo a fini sociali.

La realizzazione di questo progetto sarebbe stata impossibile senza il coinvolgimento di imprese, del terzo settore e delle istituzioni radicate nel territorio friulano. Grazie a loro, si è potuta costituire un’efficiente rete locale che ha attivato una gamma di azioni di prevenzione del prodotto prima che diventasse rifiuto e di riutilizzo dello stesso. Attraverso il reimpiego del bene con le stesse finalità per le quali era stato concepito originariamente, si è potuto estendere il ciclo di vita dello stesso e sottrarlo al destino di rifiuto.

L’impatto ambientale, sociale, ma anche culturale non è indifferente. Innanzitutto, dal punto di vista ambientale si è potuta evitare la produzione di ben 993 cassonetti di rifiuti. In linea con questo risultato, la rosa formata dall’impronta idrica, di carbonio ed ecologica presenta delle cifre significative. Se si pensa, per esempio, alle emissioni di anidride carbonica, vi è stato un risparmio di 1.774.000 Kg. O ancora, l’equivalente di H20 risparmiato ha corrisposto a ben 322 piscine olimpiche.

Vanno, poi, sicuramente menzionate le  970.400.000 kilocalorie non sprecate che hanno consentito la somministrazione di 1.000.000 pasti. A queste cifre si aggiungono, inoltre, il risparmio derivante dallo smaltimento potenziale non pervenuto (111.000 €), nonché il valore di mercato dei prodotti recuperati, pari a circa 1.700.000 €.

Gli impatti virtuosi di un progetto di tale portata non sono, ovviamente, solo ambientali e monetari ma soprattutto sociali. Questa iniziativa ha saputo coinvolgere 20 enti locali dislocati nelle quattro province della nostra Regione e 81 punti vendita che hanno deciso di lavorare insieme all’obiettivo comune. I riflessi di questa compartecipazione si sono poi manifestati nei 63 enti beneficiari e nelle 1000 persone aiutate.

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Nell’ambito del “Progetto di prevenzione e riduzione dei rifiuti mediante il riutilizzo a fini sociali di prodotti invenduti anni 2013 – 2014”, Animaimpresa ha condotto una serie di iniziative collaterali orientate al monitoraggio e alla valorizzazione delle buone pratiche di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti. La presentazione consuntiva dei dati riguardanti i recuperi di invenduti è stata occasione per fare il punto su queste attività integrative, al fine di trarre un bilancio sullo stato attuale relativamente ad alcune prassi virtuose.

Al 30/09/2014 risultavano operative, in Regione FVG, 101 casette dell’acqua che hanno erogato, nei soli primi tre trimestri dell’anno quasi 21,8 milioni di litri d’acqua consentendo un risparmio di oltre 600 tonnellate di plastica e 4.000 tonnellate di CO2. La mappatura completa è visionabile sul sito della Regione, al seguente link.

Si è conclusa anche la raccolta di informazioni circa buone pratiche poste in essere con riferimento agli imballaggi nelle aziende del Friuli Venezia Giulia. Sono state un novantina le aziende rispondenti al questionario, tra cui molti produttori di packaging. La ricerca, che ha dato luogo a una pubblicazione di approfondimento, ha permesso di dare visibilità alle realtà imprenditoriali più innovative quanto a tecniche di produzione, materiali impiegati e attenzione strategica attribuita al fattore “imballaggio” nella logistica.

I punti vendita “alla spina” di prodotti alimentari e per l’igiene della persona e della casa sono stati oggetto di un monitoraggio al fine di disegnare un quadro attuale e aggiornato sulla diffusione di questa pratica di smercio, intrinsecamente sostenibile sul fronte del packaging. Sono 110, in tutta la Regione, con una particolare concentrazione, in termini assoluti, nella provincia di Udine.

Sempre a proposito di analisi censuarie, è stata condotta un’indagine sull’insieme dei Comuni del Friuli Venezia Giulia alla ricerca di progetti pilota di Centri di Recupero e Riuso, che ha collezionato una percentuale di rispondenza di quasi il 70%. L’indagine ha permesso, oltretutto, di monitorare ulteriori buone prassi, attivate a livello di enti pubblici comunali, quali la promozione di ecofeste ed ecosagre, di iniziative volte alla riduzione degli sprechi alimentari, di pannolini lavabili…

Sotto l’insegna di “In mensa… stiamo COMPOSTi”, infine, è stato introdotto un percorso di educazione ambientale nelle scuole che ha portato all’installazione sperimentale di compostiere per il trattamento degli scarti delle mense, con 7 Istituti aderenti tra Udine, Pordenone e Codroipo.

Il ventaglio di attività fin qui elencate è stato supportato da una intensa attività di comunicazione sui media finalizzata a promuovere la cultura della riduzione degli sprechi alimentari e dei rifiuti, che ha prodotto circa 60 articoli pubblicati su diversi canali informativi.

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