Pensiero di oggi di Giovanni Liverani

Il conflitto tra l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione

Gli avvenimenti delle ultime settimane mi hanno indotto in qualche riflessione che desidero condividere con voi.

Nel suo “I Sommersi e i Salvati” Primo Levi ci fa ripiombare nella tragedia dell’olocausto, dopo avercene già fatto percepire il disgusto in “Se questo è un uomo“. Tuttavia, a differenza della prima opera (nata a ridosso della liberazione dall’oppressione nazista e – dunque – ispirata dall’ottimismo della volontà di educare le coscienze, affinché simili tragedie non avessero a ripetersi), la seconda – scritta trent’anni dopo – grida tutto lo sconforto di chi e’ consapevole di essersi lasciato sconfiggere dal pessimismo della ragione. L’indifferenza dei giovani ed il revisionismo storico imperante portarono Primo Levi ad isolarsi dal Mondo, sino alla scelta drammatica di finire – di lì a poco – volontariamente e prematuramente la propria esperienza terrena.
Negli ultimi tempi, ho temuto che il conflitto tra l’ottimismo della volontà ed il pessimismo della ragione stesse albergando in me, data la percezione del rischio che gli ultimi vent’anni di storia italiana ed europea possano – alla fine – trascorrere invano.

Nel 1993, lavoravo in Montedison a Milano (ricordate la Milano “da bere”?); 35.000 dipendenti a rischio per un’insana gestione aziendale condotta dai “furbetti del quartierino” dell’epoca; furbetti, sostenuti da un sistema “malato” (succube di un potere politico vorace e dispendioso).
Cosa e’ cambiato da allora? Forse, solo il nome delle Aziende coinvolte nei nuovi scandali.
Ho sentito un giornalista affermare che “… non prendere atto di come ‘gira il Mondo’ è da ingenui; non possiamo pensare che gli affari vengano conclusi, indossando un saio…”.
Per fortuna, proprio in questi giorni drammatici, la Santa Provvidenza ha voluto far sentire a tutti noi la Sua presenza forte ed autorevole.
Il sacrificio del nostro attuale Pontefice ha un che di straordinario. Rinunciare a se stesso per il bene dell’uomo in quanto tale. Non c’è egoismo, avidità, calcolo politico, convenienza; solo amore, umiltà, carità.
E’ stata una dimostrazione di forza smisurata contro il pessimismo della ragione; che si e’ contrapposta alla debolezza di chi se ne è – invece – già lasciato sconfiggere.
Da qualche ora, dunque, ho ripreso a sperare. Ritengo, peraltro, che – per affrontare il tema dell’etica – tante parole siano inutili. E’ sufficiente guardare all’esempio evangelico di Papa Benedetto XVI. E pregare per Lui e – insieme a Lui – per noi.

Giovanni Liverani

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