Spunti di riflessione alla tavola rotonda sulla CSR di LabEED

Al Laboratorio di Etica ed Economia dell’Università di Udine, nel pomeriggio di martedì 21 aprile 2015, si è tenuta una interessante tavola rotonda sul tema della Responsabilità Sociale d’Impresa. L’occasione è stata la presentazione del VI Rapporto sull’Impegno Sociale delle Aziende in Italia dell’Osservatorio Socialis da parte del suo Direttore, il dott. Roberto Orsi. A moderare l’incontro il prof. Francesco Marangon che, con la consueta competenza e ironia, ha donato compiutezza logica alla scaletta d’interventi. Il dibattito è stato introdotto, inoltre, dalla prof.ssa Marina Brollo e dal Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine prof. Andrea Moretti.

I dati dell’Osservatorio parlano di un crescente impegno delle imprese sul fronte della CSR: il 73% delle aziende intervistate ha investito in iniziative di Responsabilità Sociale e/o Sostenibilità Ambientale (anno 2013). Dato in aumento e massimo storico: si riduce, però, l’investimento medio che scende dai 210.000 Euro del 2011 ai 158.000 Euro del 2013. Colpi di coda della crisi? In parte sì. In parte, la diminuzione può essere spiegata da una ottimizzazione delle risorse impiegate in iniziative di RSI, sempre più vocata al cuore della CSR strategica (stakeholder engagement, creazione di valore condiviso) e sempre meno rivolta a grandi operazioni di marketing, quali la promozione di eventi e mecenatismo culturale in genere. Resta sempre alta l’attenzione alle tematiche ambientali quali l’efficientamento energetico, l’attenzione agli sprechi, l’inquinamento e lo smaltimento dei rifiuti; il 55% delle aziende intervistate, però, dichiara di aver effettuato investimenti in iniziative a favore dei dipendenti, in un’ottica di miglioramento del clima aziendale.

La CSR viene sempre più percepita come opzione competitiva e strategica; il 47%, infatti, afferma di aver implementato iniziative di Responsabilità Sociale per promuovere l’immagine dell’azienda, il 27% per attrarre nuovi clienti. Visibilità e ritorno d’immagine sono i criteri che maggiormente condizionano la scelta di quali strumenti utilizzare e quali iniziative attuare e sostenere.

Quanto a ricadute e vantaggi connessi alle misure adottate, il 46% delle aziende riconosce di aver assistito ad un miglioramento del clima interno ed un 36% sostiene di aver percepito un rafforzamento dell’immagine aziendale verso gli stakeholder.

E’ bene ricordare che il Rapporto Socialis sintetizza le risposte raccolte su un campione di 400 aziende italiane con più di 100 dipendenti. Ma la CSR non è solo appannaggio di grandi realtà imprenditoriali. Può essere perseguita, con parimenti attenzione e finalità strategica, dalle PMI. E’ questo l’apporto alla discussione di Fabrizio Cattelan, nella sua duplice veste di Presidente di Animaimpresa e Ceo di CDA di Cattelan Srl. La piccola azienda di Flumignano, infatti, si è distinta per svariate iniziative di CSR e Sostenibilità che le hanno permesso di affiancarsi a grandi nomi dell’industria italiana in importanti riconoscimenti nazionali: progetti di risparmio energetico, utilizzo innovativo di fondi di caffè e promozione di una sana alimentazione sono stati i baluardi del suo “agire responsabile”. Il dott. Sodano di Trenitalia – Ferrovie dello Stato, in seguito, ha riportato il dibattito sull’operato delle grandi aziende, nel caso di Trenitalia particolarmente impegnate sul fronte della solidarietà e del recupero immobiliare con finalità sociali.

La dott.ssa Ilaria Salvetti ha introdotto la sua innovativa ricerca, realizzata in collaborazione con l’Università di Udine, Animaimpresa e la Banca Popolare di Cividale, finalizzata ad individuare uno strumento, a disposizione degli istituti di credito, per “valutare” le aziende richiedenti fido sulla base (anche) di parametri di Responsabilità Sociale, verso i propri dipendenti, il territorio e l’ambiente. Viene riconosciuta alle aziende, dunque, una maggior “affidabilità” nel caso in cui si siano rese protagoniste di iniziative di CSR. Certamente questo impegno denota una qualche lungimiranza strategica ed un investimento in capacità di competere, quale presupposto di solidità economico-finanziaria attesa.

La CSR dal punto di vista dei cittadini-consumatori: è stata questa la prospettiva degli interventi dell’ing. Edo Billa (Presidente di Federconsumatori FVG) e dell’avv. Barbara Puschiasis (Presidente del Forum Consumatori Imprese FVG). I consumatori, dunque, i principali “stakeholder di territorio”, hanno il potere di veicolare nuove sensibilità e di indirizzare l’operato delle aziende (e di tutti gli “stakeholder di produzione”).

Un dato conclusivo del Rapporto Socialis che dovrebbe far riflettere è la percezione aziendale su quali siano i soggetti promotori della cultura della Sostenibilità e della CSR in Italia: secondo le aziende, infatti, le Università sono ai margini di una classifica che vede loro stesse come paladini di questa rivoluzione di pensiero. Il dato è certamente sottostimato – ha affermato il dott. Orsi – in quanto quasi la metà gli Atenei italiani sta proponendo percorsi di divulgazione, quando non di vera e propria formazione, su questi temi. Il LabEED dell’Università di Udine, in questo senso, rappresenta, nomen omen, un esempio lodevole di laboratorio continuo e attivo, un tentativo di “metter radici profonde” piuttosto che di creare splendide “composizioni floreali destinate ad appassire”.

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