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RSI in un’ottica di Economia Circolare

a cura di Elisabetta Bettega

 

La serie di evoluzioni sociali ed i vari episodi di scandalo alimentare che hanno colpito il nostro territorio a partire dalla fine degli anni 90, hanno fortemente influenzato la figura del consumatore soprattutto per quanto riguarda il suo atteggiamento ed il suo rapporto con i beni acquistati, ed hanno contribuito, nel loro complesso, all’affermarsi nell’individuo di una serie di nuovi valori e bisogni da soddisfare.
È possibile parlare di un modello innovativo di consumatore, il quale, attraverso la propria azione di acquisto, rivela un intensa propensione verso una scelta di consumo preventivamente ragionata, accorta e critica, che si dimostra proiettata verso la volontà di adottare uno stile di vita moderato e capace di soddisfare contemporaneamente il benessere individuale con la volontà di sentirsi attivo e partecipe alle problematiche ambientali e sociali. Sulla base di queste considerazioni, una particolare attenzione deve essere attribuita al concetto di successo di impresa ed a quali possano essere i principali fattori che, al giorno d’oggi, rispetto al passato, concorrono nel determinare un’ottima performance aziendale. Attualmente, la vera sfida imprenditoriale è quella di saper creare un nesso tra competitività e responsabilità sociale. Con Responsabilità Sociale di Impresa o Corporate Social Responsability intendiamo “…andare al di là investendo “di più” nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate”, intendiamo la promozione di “… investimenti in tecnologie e prassi commerciali ecologicamente responsabili” che, nel loro insieme, consentono di “..gestire il cambiamento e conciliare lo sviluppo sociale con una maggiore competitività”.Di conseguenza, questo concetto vuole indicare la capacità dell’impresa di sviluppare una maggiore consapevolezza e maturità nei confronti dell’ambiente economico e sociale nel quale quotidianamente opera – soprattutto con un’ottica di riguardo nei confronti delle limitazioni che questo impone all’attività produttiva – e che si trova impegnata nella realizzazione di una strategia di produzione innovativa, capace andare al di la degli standard definiti dai regolamenti esterni, per consentire un maggiore soddisfacimento delle esigenze di tutti i propri stakeholder.
Viene di conseguenza inaugurato un nuovo modello di sviluppo, nel quale l’impresa si riscopre in grado di conciliare la ricerca di efficacia e di efficienza economica, con la promozione di un’attività produttiva più responsabile nei confronti della comunità e con la necessità di adottare un’ottica maggiormente incentrata alla salvaguardia del territorio e della natura.
In quest’ottica di Responsabilità Sociale, viene a collocarsi la proposta offerta da Last Minute Market, un’interessante iniziativa che, nata da un progetto di ricerca universitaria iniziato nel 1998 all’interno dell’Università di Bologna e coordinato direttamente dal professor Andrea Segré, costituisce dal 2003 un’importante realtà imprenditoriale operante in gran parte del territorio italiano, con un giro d’affari di circa 300mila euro all’anno.

L’obbiettivo principale di Last Minute Market è, difatti, quello di voler offrire un concreto supporto nell’implementazione di vari progetti volti principalmente alla riduzione degli sprechi alimentari – derivanti dall’attività di produzione e di distribuzione – , al recupero delle eccedenze durante tutte le fasi della filiera ed alla loro redistribuzione all’interno della stessa società: insomma, una concreta applicazione del concetto di Economia Circolare.
L’iniziativa si rivolge non solo alle aziende agroalimentari ed alle catene della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), bensì anche ad altre realtà operanti nell’intero territorio nazionale, quali ad esempio le attività di ristorazione e di catering, piuttosto che il settore farmaceutico od altri, specializzati nella produzione non food.
Due principi in particolare costituiscono le fondamenta alla base del progetto Last Minute Market: la minimizzazione dello spreco alimentare e la riduzione della fame a livello nazionale.
Da un lato, infatti, sulla base dei dati pubblicati dalla Campagna SprecoZero, relativamente all’anno 2017, il valore annuale dello spreco alimentare nel nostro territorio ammonta a 3.5 miliardi di euro solamente considerando il settore produttivo e distributivo: una somma che, se incorporata allo scarto alimentare domestico, aumenta a ben 15.5 miliardi di euro ogni anno.
Si tratta quindi di un’enorme quantità di spreco di prodotti agroalimentari che nella maggior parte dei casi risulta ancora perfettamente consumabile e che per ragioni meramente commerciali ed estetiche, si preferisce non immettere sul mercato.  

Considerando, dall’altro lato, la questione della sicurezza alimentare, le ultime ricerche pubblicate nel rapporto The state of Food Security and Nutrition in the world da parte della Food and Agriculture Organization (FAO), hanno rivelato che nel mondo circa 815 milioni di persone oggigiorno soffrono la fame. Sebbene un alta percentuale di tali individui rappresenti la popolazione del Terzo Mondo, è necessario precisare che più di 11 milioni sono collocati nei cosiddetti Paesi Sviluppati: un numero che, per quanto possa risultarci irrilevante se confrontato a livello mondiale, assume un importante valore se associato all’altissima percentuale di eccedenze e scarti che in queste stesse aree viene regolarmente prodotta.
L’iniziativa Last Minute Market si impegna quindi alla promozione di un maggiore sensibilità sia a livello imprenditoriale che a livello sociale ed ad una maggiore partecipazione verso uno sviluppo nazionale strettamente improntato alla sostenibilità, integrandosi così, pienamente, nell’ottica della Responsabilità Sociale di Impresa.

“ Tutti i nostri servizi sono pensati per integrarsi perfettamente con le attività di Responsabilità Sociale dei nostri clienti e dei nostri partner. Prevenire e ridurre, i rifiuti, le perdite e gli sprechi, consente di realizzare azioni ad alto valore sociale e per tutti gli stakeholder coinvolti ”

Pagina Ufficiale Last Minute Market

Il progetto vuole in primo luogo collocarsi all’interno delle due contrastanti realtà, svolgendo un essenziale ruolo di intermediazione tra la non offerta – costituita dal surplus produttivo, dagli scarti e da tutti i prodotti invenduti o non adatti alla commercializzazione – e la non domanda – costituita da tutti gli individui che effettivamente trarrebbero beneficio da tali prodotti ma che non hanno la concreta possibilità di richiederli.
L’incontro tra queste due parti rappresenta il fulcro fondante di Last Minute Market e da vita ad una serie di considerevoli benefici non solo a livello sociale – attraverso l’atto di donazione delle eccedenze ed invenduti produttivi si è infatti in grado di garantire un pasto completo a quegli individui che altrimenti non avrebbero la possibilità economica per permetterselo –, bensì e soprattutto anche per la stessa impresa che decide di aderire a questa iniziativa.

In primo luogo, l’attività di recupero delle eccedenze agroalimentari da la possibilità all’impresa di creare valore attraverso lo scambio di prodotti che, altrimenti, verrebbero considerati dei veri e propri rifiuti. Questo processo garantisce quindi non solo un beneficio sociale in termini di una maggiore efficienza nell’allocazione dei prodotti nella stessa società, bensì anche un vantaggio in termini economici, dovuto alla riduzione dei costi che l’impresa dovrebbe sostenere per smaltire tali prodotti, nel caso in cui questi non fossero reimpiegati.

Un altro punto fondamentale che va ancora una volta ad associarsi all’ottica economica, è rappresentata dai notevoli incentivi riconosciuti dallo Stato Italiano alle imprese che decidono di adottare un processo produttivo più responsabile. L’offerta si basa su una serie di sgravi fiscali, di finanziamenti e di sussidi che – alla luce dell’Obiettivo 12 promosso dall’Agenda 2030, incentrato sul concetto di Consumo e Produzione Responsabile – nel loro insieme vogliono promuovere l’adozione di pratiche produttive più sostenibili ed improntate alla promozione del riciclaggio e del riutilizzo.
Un ulteriore effetto positivo si intravede all’interno della stessa realtà aziendale e più precisamente a livello di singolo lavoratore e dell’impegno da esso prestato all’attività di impresa. Il dipendente, infatti, sentendosi direttamente coinvolto in un processo produttivo più accorto e sensibile, e provando di conseguenza un maggiore sentimento di responsabilità sociale, ha modo di sviluppare un più alto livello di soddisfazione personale nello svolgere le proprie mansioni quotidiane, garantendo di conseguenza una maggiore produttività ed il rafforzamento del rapporto con il proprio titolare.
Infine, un’attività di produzione più responsabile, con meno impatto ambientale e maggiorente sicura consente all’impresa di aumentare la propria visibilità sul mercato, facendosi della pubblicità positiva: considerando la crescente importanza ed attenzione che al giorno d’oggi vengono attribuite alla situazione ambientale ed al concetto di sostenibilità, è possibile affermare con certezza il fatto che una produzione sostenibile e più responsabile possa aumentare il livello di entusiasmo nel consumatore e la soddisfazione nella stessa attività di acquisto.

All’interno di questo contesto, Last Minute Market si rivela, pertanto, essere un progetto effettivamente capace di garantire un’ampia gamma di benefici a tutti gli attori partecipanti e che di conseguenza si definisce come un importante opportunità che le tutte imprese operanti nel settore agroalimentare dovrebbero prendere in considerazione in un ottica di ottimizzazione del proprio profitto.
Per l’appunto, tale realtà imprenditoriale è attualmente presente in 9 regioni italiane ed il numero di imprese ed attività che, a livello nazionale, ha deciso di aderire all’iniziativa risulta essere parecchio elevato.

Per citare alcuni casi, il primo esempio a livello imprenditoriale ci viene fornito dal marchio biologico Alcenero, il quale, da sempre impegnato in un modello di produzione responsabile e rispettoso dell’ambiente circostante, rappresenta la prima realtà italiana ad aver aderito all’iniziativa bolognese ed ad essersi definitivamente impegnato in un progetto volto all’eliminazione dello spreco e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Nel contesto della GDO, le note catene di supermercati Conad e Despar, da tempo hanno deciso di aderire all’iniziativa, fornendo una vasta serie di prodotti perfettamente commestibili, ma esclusi dal commercio, poiché prossimi alla scadenza oppure a causa di difetti presenti sull’imballo di confezionamento.
In particolare, secondo i dati offerti dall’Osservatorio Nazionale Waste Watcher, nel corso dell’anno 2016 l’insieme delle filiali Despar, Eurospar ed Interspar operanti nelle regioni del Nord-Est, è riuscito a recuperare ed a rimettere in circolo una  quantità di prodotti alimentari per un valore di circa 5.4 milioni di euro.
Un ulteriore fondamentale contributo ci viene fornito dall’impresa CAMST La Ristorazione Italiana, la quale, da anni, collabora con Last Minute Market per il recupero e la redistribuzione di prodotti alimentari, nonché per l’implementazione di progetti educativi aperti a tutta la comunità, volti alla diffusione di una maggiore sensibilizzazione sulla tematica dello spreco alimentare ed alla buona educazione alla pratica del riciclo.

In definitiva, a fronte delle considerazioni precedentemente effettuate e dell’ampio numero di effetti benefici che Last Minute Market riesce a promuovere a livello economico, sociale ed ambientale, è possibile affermare che tale iniziativa sia assolutamente collocabile all’interno del concetto di Responsabilità Sociale di Impresa.
Il progetto Last Minute Market rappresenta infatti una concreta prova del fatto che una produzione più responsabile, l’adozione di tecnologie con un minore impatto ambientale e l’adozione di un ottica imprenditoriale più sicura ed accorta nei confronti della realtà sociale, rispecchino il primo fondamentale passo verso una produzione più efficiente e verso il raggiungimento di un concetto di sviluppo aziendale pienamente coerente con le nuove esigenze di consumo moderno e con le problematiche caratterizzanti il mondo odierno.

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