Animaimpresa

Intervista a Marinella Pignat

a cura di Veronica Balutto

La verniciatura Corallo ha più di vent’anni di esperienza nel settore della verniciatura industriale a liquido. Specializzata nella progettazione e nella realizzazione di un ciclo personalizzato per il cliente, mira a valorizzare il proprio prodotto esaltando le caratteristiche di forma o contribuendo alla sua performance tecnica. Oltre a tutti i rivestimenti tecnici legati all’anticorrosione, alla resistenza all’alta temperatura, alla protezione, la Corallo crea effetti che richiamano i metalli su qualsiasi superficie, che imitano le matericità di prodotti naturali, che richiamano l’estetica dei trattamenti galvanici. Il tutto lavorando qualsiasi tipo di materiale, dall’acciaio alla plastica, al vetro, ai compositi. L’azienda offre anche un trattamento del metallo innovativo, la “plaforizzazione” che tratta il metallo prima della verniciatura e gli conferisce una prima protezione alla corrosione. L’azienda è inoltre molto attenta alle novità presenti sul mercato per proporre ai clienti soluzioni che possono diventare vantaggi competitivi sui loro prodotti.

Marinella Pignat racconta ad Animaimpresa alcuni tratti della Corallo.

V: Ho letto sul vostro sito la ricetta “500 kg” per migliorare sempre la performance aziendale. Qual è la formula esatta?

M: La ricetta esatta è: 200 kg di impegno + 200 kg volontà + 300 kg competenza + 500 kg voglia di migliorare sempre.

Come si può vedere sono tutti fattori su cui abbiamo il controllo. Io personalmente sono convinta che siamo i principali attori del nostro miglioramento, non credo alla fortuna come fattore della performance. Poi possiamo discutere del fatto che succede che il risultato non venga raggiunto e dove possiamo aver sbagliato, ma questo fa solo parte dell’esperienza che dobbiamo fare per imparare. La performance parte sempre da allenamenti continui, strumenti giusti, informazioni aggiornate ed esperienza, sperimentazione…sperimentazione…e ancora sperimentazione.

V: E’ cambiato qualcosa dopo l’incendio di tre anni fa? Che cosa vi ha dato la forza di reinventarvi e quali sono le vostre fonti di ispirazione per creare prodotti sempre innovativi e soprattutto performanti?

M: E’ cambiato tutto. E’ come se un treno ci fosse arrivato addosso e fossimo sopravvissuti. E’ stata una lunga riabilitazione, ma tutto parte dalla voglia di andare avanti e di dimostrare che in qualsiasi caso ce la puoi fare. Abbiamo dovuto ripensare a tutto quello che eravamo e anche a quello che vogliamo fare. Nella frenesia di rimettersi in piedi e di risolvere l’emergenza, si rischia di fare tante cose che non vanno nella stessa direzione e che quindi disperdono le energie. Noi abbiamo cercato di focalizzare bene ciò che volevamo per questa azienda, pensando alla nostra identità e abbiamo intrapreso il cammino dell’innovazione e della tecnica.

La forza direi che è arrivata dal coraggio, parola composta da coraggio, pensare con il cuore. Tutti noi abbiamo il coraggio, se sappiamo dove trovarlo dentro di noi. Oggi per fare impresa ci vuole coraggio, questo ti dà l’energia per affrontare gli ostacoli che si inseriscono continuamente tra noi e i nostri obiettivi.

Le fonti di ispirazione per me sono molteplici… da un muro a un tessuto, a un quadro, qualsiasi cosa mi può ispirare. Ma la cosa che mi piace di più è vedere se posso trasformare un materiale in un altro, o trasportare un’estetica che si è sempre ottenuta solo su un certo materiale ad un altro, di diversa natura…

V: L’azienda Corallo è guidata da donne: pensate che questo sia un punto di forza?

M: In un settore così tecnico non è un punto di forza. Dobbiamo sempre dimostrare più degli uomini di avere competenze tecniche extra per essere credibili. Diciamo che di partenza dobbiamo faticare di più per “convincere”. Una volta fatto questo, il genere non conta più. La forza è la solidarietà e l’unione di queste donne, ovvero la squadra. Ma gli uomini ci sono e ne fanno validamente parte.

V: Quanto importanti sono rispetto e meritocrazia aziendale? Come incentivate l’engagement dei vostri collaboratori?

M: Il rispetto per me è alla base dei rapporti siano essi lavorativi o personali. I collaboratori, soprattutto quelli nuovi e soprattutto di produzione, pensano che avere capi che alzano la voce e che controllano ogni loro movimento nella sfiducia siano la normalità. Io ho una visione diversa, do ai miei collaboratori tutto ciò che serve per poter sviluppare le loro abilità, e gli insegno a lavorare. I miei collaboratori imparano che con me non esiste…non si può fare…per me esiste solo un altro modo, che dobbiamo scoprire o meglio inventare. Pretendo che aprano la testa, chi ci riesce lavora con noi. Chi è chiuso in convinzioni limitanti non apprezza questa possibilità e la scambia come un eccesso di responsabilità. Per me ogni apporto e idea è importante, e ci deve essere uno scambio continuo di informazioni ed esperienze. Solo così migliora il tutto.Abbiamo inserito un sistema di incentivazione personalizzato per mansione, per il raggiungimento di alcuni obiettivi che possano far crescere l’azienda e il collaboratore.

V: Adottate soluzioni di lean management?

M: Si abbiamo iniziato da poco, dopo l’incendio alcune idee organizzative sono arrivate proprio dalla lean management. La strada da fare però è ancora molta.

V: Qual è la prospettiva da qui a 5 anni?

M: Vedo che l’azienda deve diventare punto di riferimento per chi vuole fare prodotti d’arredamento e di design su target alto.

V: Che cosa vi ha convinto a diventare socio di Animaimpresa?

M: La mission è la possibilità di entrare in un gruppo di lavoro che affronta tematiche aziendali consolidate con un approccio nuovo e tematiche nuove con un approccio costruttivo, di chi non ha ricette “perfette”, ma ne ha tante (esperienza di tanti imprenditori)… diverse (appunto tanti…). Il tutto riconoscendo il capitale umano e il valore dell’individuo.

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