Animaimpresa

Intervista a Saba Tisiot

Non solo un centro di distribuzione di prodotti all’avanguardia, ma un’azienda da prendere come esempio. Fondata negli anni settanta, quando ancora la cultura dei cibi etichettati era agli albori, ancora oggi il Centro Dolce Friuligrossisti di prodotti alimentari, con sede a Carpacco di Dignano, Udine, è precursore di molti trend alimentari.
Saba Tisiot, Ceo dell’azienda, racconta ad Animaimpresa aspetti, prospettive, curiosità e ingredienti per la sostenibilità ed il welfare aziendale.
1) Qual è l’aspetto più sostenibile della vostra azienda?
Difficile individuarne uno in particolare, posso dire con certezza che la sostenibilità è un modus vivendi, che adottiamo come singoli e famiglie. Ne facciamo un modus operandi nel momento in cui facciamo impresa.
In questo rientrano quelle che vengono definite “buone pratiche” ambientali e sociali.
Dovendo scegliere gli aspetti che più sono vicini alla nostra azienda, direi che, per il core business e il settore merceologico in cui ci troviamo a operare, siamo molto attenti ai sistemi di produzione e alla scelta degli alimenti che proponiamo ai nostri clienti.
Non a caso abbiamo un brand interno a Centro Dolce Friuli, Tissi, che ricerca le eccellenze del territorio, alimenti prodotti da piccole realtà locali, che diversamente non riuscirebbero ad arrivare nella grande distribuzione. Fondamentale in questo tipo di scelta è la divisione interna cooking scout, grazie alla quale testiamo prodotti a km 0 ed eccellenze legate al territorio. A una prima indagine sugli ingredienti contenuti, segue l’analisi delle modalità di produzione, fase test e gradimento da parte dei consumatori sono solo l’ultimo aspetto del processo.
2)Quanto ritenete strategico il benessere dei vostri dipendenti?
Il welfare aziendale è senz’altro un aspetto importantissimo per Centro Dolce Friuli. Siamo un’azienda a conduzione familiare, valori come il benessere dei nostri dipendenti, sono sicuramente un elemento capace di fare la differenza. Agenti, magazzinieri, trasportatori e amministrativi sono il nostro capitale umano. Il loro benessere è anche il nostro. Per questo motivo, qualsiasi decisione rilevante, viene sempre presa in seduta comune, per condividere e valutare tutti gli aspetti collegati.
3) Comunicazione della sostenibilità d’impresa: quanto pensate sia importante?
Più che importante, per noi è l’asse portante. Oggi si parla di consumatore attento e grazie all’avvento dei social, comportamenti e condotte aziendali influiscono molto le scelte dei consumatori. Basti pensare come, determinate “battaglie”, siano state in grado di influenzare scelte aziendali, facendo la rovina o il successo delle imprese. Un esempio per tutti l’utilizzo dell’olio di palma o la questione del glifosate per le farine. Oggi, non basta dire “il mio prodotto è il migliore” (ammesso che una comunicazione di questo tipo abbia mai funzionato). Trasparenza e scelte forti, tali da determinare nell’immediato un mancato guadagno, si rivelano vincenti nel lungo periodo. Non è un caso che tra i nostri clienti ci siano gruppi di acquisto solidali (GAS), molto attenti alle politiche e condotte delle aziende.
4) Da poco avete inaugurato “Tissi. Assaggio a Nord-Est.” Come vedete la vostra azienda proiettata nel futuro?
Tissi è un brand interno di Centro Dolce che esiste da diversi anni, nel 2018 abbiamo deciso di puntarci molto di più. Siamo convinti che sia la strada giusta. Come dicevo prima, i consumatori sono sempre più attenti, prediligono prodotti bio, a km 0, senza glutine, anche se a volte questo tipo di scelte di qualità, richiede spendere qualche centesimo in più. Nel futuro, questo modo di fare impresa, verrà ulteriormente evidenziato e certificato, grazie alla creazione di uno stabilimento di produzione interno, a marchio Tissi, che riguarderà solo prodotti legati alle tradizioni del nostro territorio, a km 0.
5) Qual è l'”ingrediente” per il successo?
Un po’ di pepe?
Scherzi a parte, il rapporto trasparente, che comincia con una corretta etichettatura dei prodotti, ci ha permesso negli anni di fidelizzare i nostri consumatori. Attualmente, il gap tra brand image e brand identity, molto comune per le aziende che operano nel nostro settore, per noi si assottiglia sempre di più, lasciando spazio a un “confronto sincero" con i nostri clienti. La scelta riguarderà sempre più solo il gusto e non altre variabili (leggi condotte aziendali o politiche commerciali).
6) Cosa vi attendete dall’adesione all’associazione Animaimpresa?
Animaimpresa ha subito solleticato le nostre corde, è un gruppo di aziende che ci permette di fare networking, condividere esperienze e know how. Collaborazione e momenti di confronto fanno il resto. Dovendo scegliere una sorta di driver, sicuramente punteremmo sulla creazione di progetti comuni.
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