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La Responsabilità Sociale come paradigma economico

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 sotto obiettivi su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati. Anche l’Unione europea ha recentemente deciso che gli SDGs sono il nuovo quadro di riferimento per le politiche europee dei prossimi quindici anni. In Italia l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 200 organizzazioni del mondo economico e sociale (cui afferiscono diverse migliaia di soggetti), ha avviato una imponente attività di sensibilizzazione che ha portato alla realizzazione di moltissimi eventi e alla promozione di programmi di educazione e formazione in vari contesti.
Confindustria – che aderisce ad ASviS dal dicembre 2016 – ha lanciato esattamente un anno fa il suo “Manifesto per la responsabilità sociale per l’industria 4.0” dove si traccia il percorso che le imprese dovrebbero intraprendere per portare i principi della sostenibilità nel business in  una logica di competitività, innovazione e crescita inclusiva. La responsabilità sociale – nella nostra visione – deve dunque diventare un nuovo paradigma economico, un antidoto alla disgregazione sociale in grado di contribuire ad una nuova cultura di impresa e un diverso modello di business. Assumere comportamenti responsabili nei riguardi della società e della comunità circostante rappresenta, infatti, per ogni azienda, al di là della dimensione o del settore, uno strumento necessario per incidere sulla competitività e creare una “nuova” modalità di fare impresa e di essere imprenditori.
Nel Manifesto si parla di adottare un approccio sostenibile che riguarda la strategia, la governance, l’innovazione nei processi e nei prodotti, l’attenzione a tutti i portatori di interesse, dai dipendenti ai fornitori e alla comunità in cui l’azienda opera. In tal senso per la prima volta Confindustria pone la responsabilità sociale all’interno della delega sulla politica industriale con un ruolo autonomo e strategico, quale elemento di sviluppo: le imprese possono essere soggetti di crescita non solo economica, ma anche sociale.
Quindi, orientarsi verso la sostenibilità, per gli imprenditori, non è una scelta, è una necessità e un dovere verso le future generazioni. Confindustria è a fianco delle imprese, sia di quelle che rappresentano casi di eccellenza, studiati a livello internazionale, che di quelle che capiscono che il cambiamento è necessario ma non sanno ancora come gestirlo. Il Gruppo Tecnico RSI sta lavorando da quasi tre anni per portare modelli, aiuti concreti, strumenti per affrontare il cambiamento per tutti i nostri imprenditori nell’ottica della sostenibilità. In questa direzione va ad esempio il progetto del temporary manager per la sostenibilità, un aiuto concreto per le PMI attraverso figure  manageriali in grado di aiutare le imprese nell’adozione di strumenti e di nuove logiche produttive ed organizzative. Allo stesso modo a breve pubblicheremo le linee guida per la rendicontazione semplificata delle performance economiche, ambientali e sociali, sulla base di standard internazionali e riconosciuti. Questi standard stanno diventando sempre più importanti nel mondo finanziario per valutare il valore dell’impresa e della sua capacità di gestire i rischi e le sfide dei mercati. Così come stiamo cercando di valorizzare le migliori pratiche sia attraverso la realizzazione di eventi sui territori attraverso il nostro Road Show partito a maggio da Brescia che ha già visto varie tappe (Ravenna, Siracusa, Parma, Udine, Varese) e ne vedrà ancora molte che attraverso il riconoscimento pubblico dell’impegno e degli investimenti effettuati sulla base di Premi come il tradizionale IxI (imprese per l’innovazione) che quest’anno ha inserito anche la sostenibilità tra gli elementi qualificanti per l’innovazione delle imprese.
Il percorso è avviato ma la strada è ancora lunga e in tal senso non si può percorrerla da soli: fondamentale è il contributo delle istituzioni, della comunità finanziaria, delle associazioni e del mondo della cultura e della ricerca. Questa sfida è troppo grande e troppo complessa e solo insieme si può affrontare e vincere.

Rossana Revello – Presidente della società di consulenza Chiappe Revello e membro del CSR Manager Network, è Presidente del Gruppo Tecnico Responsabilità Sociale d’Impresa di Confindustria.

 

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