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I nuovi trend della finanza sostenibile

L’ultima ricerca Eurosif European SRI Study, condotta su base biennale, ci dà un quadro delle dimensioni e trend nel mercato SRI (Socially Responsible Investment) europeo. Lo studio SRI 2018 permette al lettore di avere una chiara rappresentazione di quella che è tutta l’industria degli investimenti sostenibili e responsabili del periodo 2015-2017. A monte dello studio condotto è necessario, però, prendere in considerazione alcuni elementi di novità prima di approfondire quali sono state le strategie di investimento responsabile più adottate in Europa.
Considerata la stima di 180 mld l’anno d’investimento necessario a raggiungere gli obiettivi posti dalla Commissione Europea per contrastare il cambiamento climatico, gli investitori istituzionali rimangono i soggetti cui il legislatore farà riferimento per l’emanazione dei quanto mai prossimi regolamenti europei. Parallelamente a questo, va osservata una maggiore diffusione del mercato retail in favore dell’investimento responsabile, benché l’aumento di questa domanda non sia ancora stato seguito da un’adeguata offerta di prodotti sostenibili. Un secondo punto va dedicato alla mancanza di chiare definizioni quando si affrontano le tematiche riguardanti la finanza sostenibile. Tant’è vero che s’inizia a parlare sempre più spesso di green finance washing. Consapevole di questa esigenza, la Commissione Europea sta lavorando per raggiungere una tassonomia entro il primo trimestre del 2019. In ultimo, va sottolineato il ruolo che gioca l’importanza del cambiamento climatico nelle scelte d’investimento. Dietro una strategia responsabile troviamo, più in generale, l’interesse di un investitore sensibile a tutte le problematiche riguardanti l’ambiente.
I dati 2018 esprimono due elementi chiave:

  • Il primo riguarda gli investitori SRI, i quali non possono non tenere in considerazione almeno una qualsiasi forma d’integrazione degli ESG. Questa strategia ha registrato una variazione positiva considerevole, marcando un CAGR (tasso annuo di crescita composto) del 27% e un totale di 4mila miliardi gestiti.
  • In secondo luogo, allo stesso tempo, avanzano le strategie di Engagement and Voting: sempre più di frequente gli investitori mostrano il loro interesse attraverso i diritti acquisiti dai portafogli gestiti.

Approcci tradizionali quali l’esclusione di aziende coinvolte nella produzione o vendita di armi, tabacco, alcol e pornografia riportano un lieve calo, rimanendo comunque la scelta dominante. Perde attrazione anche il norm- based screening, con un CAGR negativo del 21%. Tendenzialmente in linea con gli anni precedenti, la crescita dell’approccio Best-in-Class rimane graduale (passando da 4 a quasi 60 miliardi di investimenti negli ultimi due anni) e anche l’investimento tematico è piuttosto stabile. Tutto il lavoro della Commissione Europea che ruota attorno alla definizione di una tassonomia su ciò che è finanza sostenibile e ciò che non lo è, a una migliore descrizione dei green bond standard e la designazione di un’eco-label per i prodotti finanziari, sono tutti elementi che ci spingono a pensare che il mercato della finanza sostenibile sia maturo, ma non solo. Una maggiore consapevolezza e continuità aiuteranno il mercato SRI a crescere e a diventare accessibile ai più, anziché rimanere una nicchia autoreferenziale.

Chiara Ricci Laurea in Scienze Politiche dell’Amministrazione presso l’Università di Trieste. Membro dal 2015 di Animaimpresa, ha sviluppato competenze di analisi ESG e Consulenza strategica su pratiche di sostenibilità e di assistenza nella redazione di report di sostenibilità. Attualmente ESG Analyst presso Integrate srl, Milano.

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