Animaimpresa

Intervista a Sara Cirone, di Sara Cirone Group

A cura di Irene Quaglia

Da quest’anno, possiamo contare nel nostro network Sara Cirone Group, Società Benefit di Imola (BO) che si occupa di consulenza e servizi alle organizzazioni, con un focus sulla Sostenibilità e sulla Rendicontazione Integrata – strumento imprescindibile per raccontare al meglio l’azienda ed il suo impegno sul territorio. Di seguito, l’intervista a Sara Cirone.

Lei è amministratore delegato di un’azienda e fondatrice di una società benefit di consulenza. Cosa risponde a chi crede che business ed attenzione al sociale non possano convivere?
È sotto gli occhi di tutti che il mondo sta cambiando e questo cambiamento sta portando ad un nuovo modello di sviluppo della comunità. Attenzione verso la protezione dell’ambiente e di tutti gli aspetti materiali e immateriali del pianeta, maggiore sensibilità verso i diritti umani e verso il benessere dei lavoratori e del territorio rendono necessario e auspicabile un nuovo sistema evolutivo che vede la decadenza del vecchio modello competitivo per lasciare spazio ad un sistema di sviluppo sostenibile. Gli stakeholder saranno quindi sempre più propensi ad affidarsi a quelle aziende che fanno di questi temi il centro della loro attività e che affiancano al loro business un beneficio sociale che abbia una ricaduta positiva sul territorio di riferimento, contribuendo alla rigenerazione della comunità sotto molteplici punti di vista.
In questa fase di sviluppo industriale diventa dunque fondamentale il capitale intangibile delle imprese e l ’attenzione al sociale diventa parte integrante del business, fino ad arrivare a quello che il prof. Stefano Zamagni, in una recente tavola rotonda a cui abbiamo partecipato assieme, ha definito un paradosso: “L’impresa che non massimizza utili ne fa più di prima. Quindi alla fine ha un profitto più alto.”

Rendicontazione integrata: com’è la situazione in Italia? Come pensa che si evolverà?
La rendicontazione integrata è una vera e propria rivoluzione manageriale poiché introduce il tema dei beni intangibili e quindi dei vari tipi di capitali che un’impresa ha a disposizione per svolgere la propria attività: capitale organizzativo, naturale-ambientale, relazionale ed economico-finanziario. Ci racconta la storia più importante di un’azienda: la creazione del valore, come questo sia cresciuto all’interno della comunità e quali impatti abbia generato a livello ambientale, economico e sociale. La legge 254/16 ha introdotto per le aziende di interesse pubblico con più di 500 dipendenti l’obbligo di rendicontazione non finanziaria, mentre la legge 208/2015, che ha introdotto in Italia le società Benefit, prevede per queste ultime l’obbligo di rendicontare sul proprio beneficio comune. La strada da percorrere in Italia è ancora lunga, ma molte altre aziende si stanno dotando di quello che a mio avviso è lo strumento più innovativo di rendicontazione non finanziaria: il Report integrato. Sono imprese lungimiranti, perché comprendono come questo sia uno strumento fondamentale per la competitività aziendale: a parità di costi e ricavi, infatti, due aziende possono aver sviluppato i propri intangibili e aver prodotto un impatto sulla società e l’ambiente completamente diversa. È proprio il Report integrato a dare la possibilità alle imprese sostenibili di essere trasparenti e di comunicare il proprio valore alla comunità, aprendosi a un nuovo mercato sensibile e in continua espansione. È pertanto auspicabile e prevedibile che il Report Integrato possa diventare strumento fondante della prossima evoluzione d’impresa in Italia, poiché favorisce l’adozione delle cultura della Sostenibilità.

Lei fa parte di diversi network, attivi su varie tematiche (ASviS, Confindustria ed, ora, Animaimpresa): ritiene che la collaborazione tra molteplici realtà favorisca “economie di scala” per lo sviluppo e l’innovazione?
Ritengo la collaborazione tra i vari network fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione nel nostro Paese. Sinergie tra i vari soggetti che raccolgono attorno a sé le imprese italiane ed in particolare quelle particolarmente attente ai temi della Sostenibilità non possono che essere positivamente contagiose per l’intera realtà produttiva italiana, per i territori e per le comunità che vi vivono. Creare rete tra le imprese e le varie associazioni di imprenditori non può far altro che accrescere la solidità del tessuto economico, sociale, ambientale, reputazionale delle imprese sul territorio e del nostro Paese a livello internazionale.

Nella sua esperienza, in quali SDGs l’Italia ha fatto più passi in avanti negli ultimi anni ed in quali invece deve iniziare a strutturare una strategia più incisiva?
Qualcosa sta cambiando, ma il quando non è ancora soddisfacente rispetto ai target stabiliti dall’Agenda 2030. Mentre buoni passi avanti sono stati fatti in ambito di sostenibilità dell’agricoltura, lotta alla fame e sanità (goals 2 e 3), molto resta ancora da fare dal punto di vista dell’efficienza energetica, della riduzione del livello di inquinamento (goals 11, 6 e 7) e soprattutto nell’ambito dell’inclusione sociale, della riduzione delle disuguaglianze e dell’istruzione di qualità (goals 1, 10 e 4). Occorre investire maggiormente sull’istruzione, integrando il sistema scolastico con quello produttivo e culturale del territorio su cui si trovano gli istituti scolastici. Purtroppo l’Italia è agli ultimi posti in Europa per numero di laureati, tassi di abbandono e competenze. Anche sul tema della parità di genere (goal 5) la strada da fare è ancora molta, soprattutto dal punto di vista dell’inclusione femminile nei ruoli decisionali economici e politici, dove la presenza delle donne resta bassa.

Donna, amministratore delegato ed imprenditrice: trinomio non molto comune nel panorama italiano. Cosa consiglierebbe alle donne che si affacciano ora al mondo del lavoro?
Nel panorama delle imprese italiane sono effettivamente un’eccezione, anche perché non sono figlia di imprenditori né di manager. Ho costruito la mia carriera con impegno e dedizione, partendo da una formazione umanistica che poi si è strutturata dal punto di vista manageriale. Fin dall’inizio della mia attività lavorativa ho sempre creduto nel valore degli intangibili e della Sostenibilità, quando ancora di queste cose non si faceva cenno nel dibattito pubblico. Ho sempre lottato per portare avanti quelle innovazioni indispensabili per la crescita delle organizzazioni, anche perché sono consapevole che quando in un’impresa si lavora per il bene non solo dell’azienda stessa, ma anche delle persone che la costituiscono e della comunità in generale, non può che scaturirne un bene per tutti. L’ho fatto anche quando non venivo compresa dalla proprietà, non abituata a coinvolgere le maestranze nei processi di analisi e di decisione. Ma ho fatto di questi ostacoli una sfida: in officina vedevo le persone che non vivevano bene l’azienda, avevano una situazione di malessere o non sapevano a cosa stavano contribuendo. Mi sono messa nei loro panni e ho capito che non avrei mai potuto vivere il lavoro in quel modo. Quindi mi sono spesa affinché ci fosse maggior dialogo, trasparenza e partecipazione di tutti i soggetti dell’azienda. E questo, alla fine, ha ripagato anche in termini di produttività e convenienza. Ho dovuto vincere pregiudizi e superare difficoltà culturali in diverse occasioni e in diversi ambienti. Ma alla fine i riconoscimenti sono arrivati a tutti i livelli. Quello che mi sento di dire alle donne che si stanno affacciando ora al mondo del lavoro è proprio questo: non arrendersi mai, non perdere mai la speranza, ma affrontare le sfide con la consapevolezza che ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo per costruire il futuro.

Perché è importante far parte di un network di imprese responsabili, come Animaimpresa?
Partecipare ad un network qualificato di imprese responsabili come Animaimpresa è molto importante per promuovere la cultura della Sostenibilità della CSR sensibilizzando la società e le imprese ad un modello evolutivo nuovo. È attraverso queste realtà che è possibile mettersi in rete, usufruire di momenti di incontro e scambio di esperienze che si possono così mettere a fattore comune. Per il bene non solo delle singole imprese, ma di tutta la comunità e di tutta la civiltà.

www.SaraCirone.com 

Print Friendly, PDF & Email

I nostri partner

Iscriviti alla Newsletter

Clicca il link sottostante per iscriverti alla newsletter di Animaimpresa

Iscrivi alla Newsletter

Segui Animaimpresa

Iscriviti alla Newsletter

Clicca il link sottostante per iscriverti alla newsletter di Animaimpresa