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Eurotech oltre i 100 milioni grazie ai super-calcolatori per le autonomous car

Articolo tratto da CorriereComunicazioni del 27 gennaio 2020

Il 50% del fatturato proviene dagli Usa. Il restante da Europa e Giappone. Le innovative “macchine” sono in grado di ridurre i consumi energetici del 90%. Il ceo Siagri: “Visione etico-ambientale alla base del presente e del prossimo futuro”

Ricavi oltre i 100 milioni di euro, nel 2019, per la società tecnologica Eurotech quotata a Piazza Affari. Il fatturato viene generato principalmente negli Stati Uniti, con un peso attorno al 50%, mentre il rimanente è ripartito tra Europa e Giappone. Lo annuncia la società il cui titolo, in borsa, ha toccato a fine anno un +159,78%.

Al centro delle strategie i supercalcolatori green per le auto a guida autonoma, in grado di ridurre i consumi energetici del 90% e frutto del lavoro del segmento di R&D dell’azienda, composto attualmente da 100 persone.

Siagri: “IoT motore della svolta green”

E’ la sostenibilità ambientale il focus dell’azienda. Roberto Siagri, l’ad e presidente di Eurotech, ha lanciato l’idea di un manifesto firmato dalle aziende tecnologiche del pianeta, in cui vengono delineati i principi per un’innovazione digitale a prova di  cambiamento climatico.

Secondo Siagri è l’Internet of things il motore della possibile svolta green “grazie al cambio dei modelli di business – spiega l’azienda in una nota – che puntano al superamento dell’idea di possesso, verso l’uso del prodotto o il risultato, generato dal prodotto”.

Sul fronte autonomous driving Eurotech sta investendo nella ricerca di soluzioni di supercalcolo: a bordo dei prototipi di autosono stati installati i supercalcolatori miniaturizzati green, nano-data center dotati di un sistema di raffreddamento a liquido che abilita l’esecuzione di algoritmi di intelligenza artificiale.

“Penso che in una visione etica-ambientale del fare impresa stiano le fondamenta del presente e del prossimo futuro – spiega Siagri –. Le tecnologie digitali sono alla base della realizzazione di un mondo migliore ovvero con un economia molto più sostenibile. Come emerso a Davos, serve un’idea imprenditoriale centrata sui  portatori di interesse, gli azionisti, i lavoratori e l’ambiente”.

Leggi su CorriereComunicazioni.it 

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