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Intercom Solutions – Intervista ad Alberto Di Noia

Abbiamo intervistato Alberto Di Noia, AD della nostra azienda socia Intercom Solutions, software house e web agency di Udine, che sviluppa software personalizzati, applicazioni mobile, siti web.

Il settore di attività di Intercom è molto ampio e, perlopiù, offre soluzioni intangibili. Come si declina la responsabilità sociale in una società di servizi come la vostra?
Alla luce del nuovo paradigma adottato dai mercati, questa per noi è una grande sfida. Doveroso partire dalla corporate aziendale: Intercom Solutions è una realtà informatica che lavora e vive nel mondo dei bit, della realtà
digitale, delle infrastrutture, della sicurezza del dato e del linguaggio binario.
Realtà il cui limite, come diciamo in azienda, è solo la fantasia. Ma dove però le logiche di calcolo dettano comunque legge. Non c’è spazio per i “secondo me”. Dietro ad ogni processo c’è un algoritmo, ma dietro ad ogni algoritmo c’è una persona che progetta. A volte sogna e immagina prima degli altri. Ha una visione, per intenderci. Freddo calcolo per alcuni, nuovi mondi e modi di vivere per noi. Quando parliamo di responsabilità sociale d’impresa, parliamo di emozioni, bisogni, ascolto, confronto, non solo all’interno dei team di lavoro, ma anche nel rapporto con i nostri stakeholder.
Siamo partiti con questa avventura 20 anni fa in calzoncini e T-shirt. Eravamo giovani sognatori, volevamo creare cose nuove. Tempo ne è passato, siamo cresciuti, qualche capello bianco, ma il sogno non è cambiato. Stesso discorso per i rapporti umani, tra colleghi e fornitori. Centrati all’interno su obiettivi e valori reali, che abbiamo portato anche
all’esterno. Doppia forza, centripeta e centrifuga allo stesso tempo. Che sia reale o virtuale non ha importanza, è un modus vivendi che è sempre stato parte della nostra Mission aziendale. Forse il nostro senso di responsabilità sociale è proprio questo. Sognare e tendere la mano all’altro. Non ci sono progetti se non vengono prima le persone.

Viviamo un momento storico molto delicato, impensabile fino a qualche mese fa. Ritiene che in questo momento i servizi Intercom Solutions possano diventare strumenti per innovare le aziende in modo sostenibile? 
Partiamo dal termine smart working. Un mondo interessante pieno di vantaggi: azzera le distanze, ci fa lavorare da casa, non inquina e ci permette di risparmiare sugli spostamenti… tutto è nato per evitare contagi, per salvaguardare vite umane e salute. Ok quindi a tutto quanto la tecnologia offre, ma sempre nel rispetto delle esigenze degli esseri umani. Come in tutte le cose ci deve essere il giusto equilibrio. Con lo smart working, le nostre piattaforme di formazione, i progetti digitali che stiamo sviluppando anche in ambito healthcare, ci troviamo di fronte a possibilità inimmaginabili fino a poco tempo fa.
Ecco, quindi, palesarsi la vera sfida, non si tratta solo di innovazione, sviluppo digitale o implementazioni di processo. Tutto questo è necessario che sia calato in un flusso rispettoso delle esigenze maturate dalle persone in quel momento storico. Deve essere sostenibile, appunto. Se l’innovazione crea opportunità e migliora concretamente la vita, ha un senso, altrimenti è solo impatto inutile e dannoso. E in ogni caso la sostenibilità deve esistere al netto
delle emergenze epidemiologiche. Deve essere un circolo virtuoso che ti porta a piantare un semino ogni giorno e ad averne cura. I risultati arriveranno. Ma bisogna crederci con il cuore.

Questa emergenza vi ha spinto a implementare qualche iniziativa interna a favore dei collaboratori o eravate già organizzati e pronti in tal senso?
Al netto delle reali esigenze e rischi epidemici, che indubbiamente hanno portato a modificare gli assetti aziendali (smart working, distanziamento sociale, ridotti contatti con clienti e Lead etc.) obbiettivamente no.
Un ambiente lavorativo, per definirsi sano o rispettoso dei propri collaboratori, non dovrebbe attendere le emergenze sanitarie o i momenti di crisi per migliorarsi.
Mi ricordo dello zio di un mio carissimo amico, un imprenditore illuminato di Milano che ancora adesso, a oltre 80 anni, è solito dire “ricordatevi ragazzi: CO-CO-MI. COntinuo COstante MIglioramento”. Certo, le crisi possono essere
lette come disgrazie senza fine, oppure occasioni di grande crescita e sviluppo; in realtà sono linee di partenza per creare un mondo migliore. Tornando alla nostra realtà, Intercom ha impostato il lavoro dei propri collaboratori, nella massima trasparenza e flessibilità molto prima del Covid.
Se crei un ambiente sereno, di fiducia e rispetto, tutto questo si trasforma in un bel vivere, in un processo di sviluppo e crescita continuo e costante. Quindi no. Non abbiamo implementato niente. Siamo rimasti fedeli al nostro COntinuo e COstante MIglioramento.

Perché è importante far parte di un network di imprese responsabili, come Animaimpresa?
Perché è ora di cambiare prospettiva. Perché bisogna valorizzare ogni singola risorsa. Perché le aziende sono fatte da persone. Perché oggi dobbiamo credere che si può, e si deve, invertire la rotta. Far parte di Animaimpresa, significa far parte di un gruppo di persone e aziende che credono. Credono di poter invertire il mondo, migliorare la vita e i
contesti ambientali e sociali, un pezzetto alla volta, anche a piccoli passi. Sempre più aziende aderiscono a questi valori, perché si sono rese conto che il mercato non è solo moneta e business, ma soprattutto valori.
Sapete cosa ci manca di più? Gli abbracci, le strette di mano, le pacche sulle spalle. Piccoli gesti dal valore infinito. Scontati forse, come tutte le cose, quando le hai sotto gli occhi. Dobbiamo ripartire da qui. Adesso ancora di più,
dove il distanziamento fisico è diventato distanziamento psicologico e sociale.
Proprio per questo, per chi ci crede e non cavalca la moda, diventa importante creare una massa critica che porti messaggi di positività e crescita.
Per quanto ci riguarda, la nostra esperienza in AnimaImpresa è cominciata grazie ad un nostro nuovo collaboratore, già vostro socio da qualche anno. Ci ha parlato di voi e ci siamo incuriositi. E il suo entusiasmo è diventato il nostro. Ci siamo trovati in linea con il vostro “manifesto” di intenti.

Ed eccoci qua. Pronti per iniziare il nostro viaggio insieme

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