Animaimpresa

Un giorno di settembre in piena sostenibilità

a cura di Gigliola Piccolo

Voglio raccontarvi di un viaggio, fatto l’11 settembre di quest’anno, in una località che era a noi tutti sconosciuta, Valdagno. Siamo stati invitati da Maurizio Zordan, imprenditore che era stato poco tempo prima a Udine, invitato da noi in Confindustria Udine, per presentare la sua azienda Zordan Srl sb certificata B Corp.

Il programma dell’invito aveva un titolo: ”Rivivendo la nostra storia”, e aveva, ben precisate, delle finalità. La prima era la connessione con le famiglie dei collaboratori per aumentare il senso di appartenenza all’azienda, la conoscenza della città sociale e della sostenibilità e far visitare la nuova sede di lavoro. La seconda era celebrare i 20 anni del rapporto di lavoro con l’azienda Bulgari di Roma e rafforzare la partnership sulla sostenibilità. Infine, la terza finalità, era per la comunità: condividere alcune attività pomeridiane con i ragazzi di Valdagno e offrire un concerto alla cittadinanza.

Ci si doveva dividere in sei gruppi, di una ventina di persone cadauno. I primi tre andavano a visitare la città sociale mentre gli altri tre: gli uffici di Marzotto, gli uffici di Zordan e la produzione Zordan. Quest’ultima aveva preso i locali in affitto da Marzotto.
Ah, mi dimenticavo, c’era anche un pranzo – tipico degli anni sessanta – organizzato all’interno della mensa Marzotto. Questa mensa viene utilizzata dai collaboratori di Marzotto e da quelli di Zordan.

Appena arrivati, farsi un’idea dell’andamento della giornata era un rebus per noi. Per loro NO.

Hanno assegnato un capocordata a ciascun gruppo di persone e siamo partiti, lancia in resta.
Sentirci raccontare, da un esperto, la storia della dinastia Marzotto fin dall’inizio, soprattutto di quelle donne che filavano la lana e di quelle che la tessevano sui telai, prima con strumenti rudimentali e via via con strumenti sempre più innovativi, è stato sicuramente affascinante ma soprattutto fonte di ispirazione e riflessione. Il gruppo Marzotto aveva raggiunto le 16.000 persone fra Valdagno e le altre dipendenze. Avevano un asilo aziendale dove tutti i figli delle “puerpere” trovavano assistenza fin dai primi mesi di vita e le mamme avevano la possibilità di andarli ad allattare.

La visita fatta alla Zordan ha avuto dell’incredibile. Locali tutti open space, messi in collegamento fra loro, un video interessante, preparato per noi, sulla sostenibilità vista con i loro occhi. Un vero apprezzamento per il welfare aziendale, per il recupero del sociale e, soprattutto, dell’ambiente. Si vede che c’era già un’impronta, lasciata da papà Attilio che già lavorava per l’azienda Marzotto, e ampliata successivamente dai sui tre figli, Maurizio, Marta Maria e Alfredo.
Per primo fu Maurizio, seguito dagli altri due, a giocare la carta della diversificazione cercando dei clienti che erano ai più alti livelli del fashion e internazionalizzando la sua azienda.
Passando poi alla produzione, lo stabile era ampio, aveva le macchine più avanzate per i vari scopi, un magazzino fornitissimo e, al suo interno, un’aula tutta nuova, fatta in legno, adibita ai corsi di formazione per preparare giovani progettisti. Stanno addirittura per iniziare un Its allo stesso scopo, preparando gli allievi ad avere molta attenzione ai temi della sostenibilità: è una maggiore valorizzazione del marchio di fabbrica che si è imposto di essere un punto di riferimento per i brand del lusso progettando e realizzando degli spazi retail attrattivi e “sostenibili”.

In visita alla Città Sociale abbiamo trovato, a nostra disposizione, una guida che ha cominciato a raccontarci della nascita di questi fabbricati progettati do Bonfanti. Mi sono trovata sotto i portici proprio come a Padova, una piscina al posto del tetto per i cittadini, una sala da 500 posti per fare musica, un campo da bocce, uno stadio da calcio, un teatro, un poliambulatorio, un ospedale e un casa di riposo, un negozio grande che si prestava, tempo fa, a vendere la produzione di campagna dei Marzotto a un prezzo più basso, il parco “La Favorita”, una chiesa, le strade con i bei marciapiedi, e quant’altro ancora si possa immaginare. Dovete pensare che in quelli anni – eravamo tra il 1928 e il 1948 – trovare degli appartamenti con in casa il doppio bagno, per persone del luogo che erano abituate a dimore umili, era toccare il cielo con un dito.

Terminata l’ultima visita, ci siamo ritrovati tutti in mensa a commentare quanto avevamo visto e a mangiare di gusto quei piatti, anni ’60. Questi erano stati introdotti da peperoncini verdi che contenevano, al loro interno, uno scritto, diverso uno dall’altro, come si usava al tempo dei futuristi.

Poi, cominciando da Maurizio, passando per Alfredo, per arrivare fino ad un loro grande amico, ancorché fornitore, abbiamo preso nota che per fare questo tipo di lavoro servivano alti profili. Pertanto laureati uno in economia, uno in ingegneria e uno in informatica.

Ci hanno raccontato di quanto avevano lavorato, nei primi anni, a fare e disfare per venire incontro alle attese dal punto di vista tecnico, a quelle poste dagli architetti d’interni e, infine, dal lato estetico, al consenso del cliente.

Fra me e me pensavo che noi italiani, anche se non siamo attrezzati a tutto punto, anche se abbiamo qualche dubbio, di fronte al cliente manifestiamo la massima sicurezza perché, in qualche modo, troveremo la genialata che quel problema ce lo fa risolvere. È vero o no?

Lo dimostra il fatto che hanno voluto celebrare il ventennio di collaborazione con la magica Bulgari, rappresentata dai suoi massimi esponenti, regalando un mappamondo di colore rosso e oro.

Con il lungo applauso, nell’attesa che la Zordan1965 Srl sb realizzi la costruzione, totalmente sostenibile, che sarà la nuova sede dell’azienda, ci siamo lasciati con il morale alle stelle.

Print Friendly, PDF & Email
0 Condivisioni

I nostri partner

Iscriviti alla Newsletter

Clicca il link sottostante per iscriverti alla newsletter di Animaimpresa

Iscrivi alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Clicca il link sottostante per iscriverti alla newsletter di Animaimpresa