Animaimpresa

Green Challenge e Y4: generazioni a confronto a R-Evolution, con la Presidente Broggian

Articolo a cura di Serena Zucchet

You say you want a revolution
Well, you know
We all want to change the world
(The Beatles, Revolution) 

Lunedì, 22 novembre 2021 – Non poteva che aprirsi sulle note di Revolution dei The Beatles l’ultimo incontro della terza giornata di R-evolution, la nuova edizione del Festival, pensata quest’anno per condividere approfondimenti, interviste e proiezioni cinematografiche sui temi della Green Challenge.
La scorsa domenica, sul filo della zona gialla, il Teatro G. Verdi di Pordenone ha accolto giornalisti, attivisti, imprenditori, artisti, chef, registi, accademici ed economisti, che hanno compreso l’importanza delle sinergie e delle collaborazioni per affrontare i temi più urgenti del nostro tempo, in linea con i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030.

Durante l’ultimo incontro della rassegna, l’attenzione è stata posta su due aspetti chiave: la Green Economy e l’integrazione intergenerazionaleAd inaugurare il panel è stata proprio la Presidente di Animaimpresa e del Gruppo Servizi CGN, Valeria Broggian, la quale ha dimostrato che con la giusta lungimiranza e determinazione si possono raggiungere obiettivi di sostenibilità economica onesta e vantaggiosa, puntando soprattutto sui collaboratori e sulle partnership tra le aziende appartenenti al tessuto imprenditoriale locale; di sostenibilità sociale, valorizzando le giovani generazioni; e di sostenibilità ambientale, attraverso la riqualificazione di spazi pubblici inutilizzati e l’uso di fonti di energia rinnovabili. Il tema del riciclo e del riutilizzo è stato ulteriormente approfondito da altre due figure di eccellenza della nostra Regione: dall’imprenditrice e chef stellata Antonia Klugmann e da Alessandro Sonego, general manager di MicroglassCon la sua cucina consapevole e nutrizionalmente sostenibile, la chef Antonia Klugmann interpreta in chiave moderna i prodotti del nostro territorio, sfruttando e valorizzando ogni singola parte dell’ingrediente utilizzato, adattandosi al susseguirsi delle stagioni e riducendo gli sprechi. A tal proposito, il suo enorme rispetto nei confronti del territorio le è valso il Bologna Award per la sostenibilità agroalimentare nel 2018. Pur operando in un settore completamente diverso, Alessandro Sonego è  altrettanto orientato alla filosofia zero waste. Dal 2001, infatti, si occupa di ricerca in ambito elettromagnetico, con particolare attenzione all’efficienza energetica, e i numerosi brevetti sviluppati e depositati sono la testimonianza dell’innovazione proposta da Microglass, premiata con il riconoscimento Vivere a Spreco Zero 2020. Infine, Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico, ha sottolineato l’urgenza di non considerare la sostenibilità come una tendenza passeggera, ma di integrarla strategicamente nel sistema imprenditoriale e di valorizzarla nell’interesse di tutta la comunità e del territorio. 

La testimonianza di Agrusti ha anticipato la seconda parte dell’incontro: Youth 4, l’Agenda 2030 sulle gambe della generazione ZetaSul palco si sono alternati Anna Postorino, attivista di Fridays 4 Future Italia, Roberto Antonione, Segretario Generale InCE e Benedetto Della Vedova, Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, i quali hanno fin da subito concordato all’unanimità sull’importanza dell’integrazione intergenerazionale. Secondo Antonione e Dalla Vedova si tratta di un tema che, se ben gestito, può creare enormi opportunità di cambiamento, volte a migliorare il futuro dell’umanità, sotto ogni aspetto. A tal proposito, Anna Postorino, rivolgendosi alle generazioni precedenti, ha suggerito alcune buone pratiche per una concreta ed efficace integrazione intergenerazionale, che vanno dall’annullamento della dicotomia tra chi resta in Aula a decidere le sorti del Paese e chi scende nelle piazze per far valere i propri ideali, alla necessità di non essere giudicati se si vuol far sentire la propria voce.
Un promemoria, quello di Anna Postorino, per ricordare che chi decide di cooperare per un interesse collettivo non può impegnarsi solo a parole, ma deve essere in grado di mantenere gli impegni presi, soprattutto all’indomani della Cop26, che, nonostante moltissimi fallimenti, resta comunque l’ultima possibilità per evitare una crisi climatica. 

La scelta di concludere il Festival con un focus sull’integrazione e il dialogo  intergenerazionale per lo sviluppo sostenibile non è casuale, è una vera e propria esortazione all’azione: affinché non siano le giovani generazioni a doversi sobbarcare le conseguenze delle decisioni e dei comportamenti incoscienti compiuti negli anni, è necessario riflettere sulla responsabilità che ciascuno di noi ha nella costruzione di un futuro sostenibile. 

E se lo dicevano anche i Beatles, don’t you know it’s gonna be alright?, non ci resta che rimboccarci le maniche e innescare la rivoluzione.

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