Animaimpresa

CSR Talk: dialoghi di sostenibilità a tutto tondo

Cultura, algoritmi, giovani e formazione: queste le parole chiave del CSR Talk 2021, tenutosi sabato 27 novembre presso la M.E.P. Macchine Elettroniche Piegatrici, a Reana del Rojale. L’incontro ha dato voce a realtà ed espezienze diverse, accomunate da una visione umanistica che pone la responsabilità economica – imprescindibile per un’azienda – al servizio di quella sociale.

Il dott. Andrea Marino Cerrato, direttore della MBS M.E.P. Business School e Consigliere di Animaimpresa, ha inaugurato la mattinata facendo emergere uno degli obiettivi fondamentali dell’Associazione: la coesione tra le imprese del territorio. Concetto ripreso poi dalla Presidente Valeria Broggian che, nel guidare l’evento, ha espresso il suo entusiasmo nel condividere percorsi di crescita responsabili, sostenibili e duraturi. In seguito alla presentazione delle ultime iniziative di Animaimpresa e del Gruppo Giovani, si è entrati nel vivo del CSR Talk 2021.

Vito Rotondi, AD di M.E.P., ha offerto un’affascinante interpretazione della sostenibilità, intesa sia come un algoritmo, da misurare per ottenere benefici concreti, sia come parte di una serie di variabili complesse che solo tramite lo sviluppo di diverse competenze trasversali – anche tecnologiche, grazie alle nuove generazioni – possono essere ordinate e poste al servizio del successo aziendale e, soprattutto, sociale. Temi affrontati anche nel libro “Ricostruzione“, a cura di Ivan Rizzi, a cui il dott. Rotondi ha contribuito. Francesco Lagonigro, di Hidra SB, ha sottolineato quanto sia imprescindibile partire da una misurazione della sostenibilità aziendale, per programmarne l’implementazione. Concetto condiviso anche da Piero Zerbin, che  ha raccontato quanto all’interno del suo laboratorio Cocambo, ad Aquileia, sostenibilità faccia rima con formazione.  Il team della sua azienda –  giovane e quasi tutto al femminile – negli scorsi mesi è stato formato sulla sostenibilità a tutto tondo, per poterla applicare anche al di fuori del contesto lavorativo.

Dagli algoritmi si è passati a discutere della trasversalità della cultura e di quanto sia fondamentale investirvi nelle aziende. Il dott. Gino Colla, vicepresidente di On Art, ha raccontato alcune delle attività organizzate dalla sua associazione, che permettono di integrare l’arte e l’impresa in modo inusuale quanto efficace. La dott.ssa Francesca Cerno, docente di scrittura creativa e poetessa, ha sottolineato il concetto, raccontando la sua esperienza in azienda: l’introduzione del pensiero narrativo può rivelarsi estremamente efficace per migliorare le relazioni  tra i collaboratori ed il clima nell’ambiente di lavoro. Proprio per questo, secondo la dott.ssa Cerno, si può parlare di una quarta accezione di sostenibilità, la sostenibilità dell’anima, necessaria per riuscire a stare in equilibrio con noi stessi e con l’ambiente circostante.

Ma come si può favorire l’integrazione della cultura in un contesto aziendale? Secondo Barbara Di Salvo, HR business partner di M.E.P. bisogna essere in grado di ascoltare, soprattutto nel caso delle giovani generazioni, per facilitare la circolazione e la condivisione delle idee. Concetto ripreso da Stefano Parisotto di UNIS&F, che ha sottolineato la necessità di comprendere le esigenze e i bisogni delle persone che lavorano in azienda, al fine di contribuire alla realizzazione di un contesto lavorativo sano e stimolante. Per riuscire in questo intento non occorre essere delle grandi realtà industriali, come confermato dal dott. Luca Noacco, CEO di Infostar: “noi siamo un piccolo gruppo che ha al centro le persone e non esisteremmo come azienda, se non fossimo una squadra”. A seguire, Antonella Muto, manager del ristorante Serenella di Grado, ci ha svelato la ricetta segreta della sua attività: contenimento degli sprechi alimentari e gestione sostenibile delle risorse. Accanto a ciò, la diffusione della cultura di genere, anche tramite la campagna Sicurezza Vera – in collaborazione con la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Polizia di Stato – per promuovere strategie di prevenzione a forme di violenza di genere.

Un ringraziamento speciale va a M.E.P. Business School, che ci ha ospitato, e a Piero Zerbin, che ha portato alcuni prodotti del Laboratorio Cocambo, rendendo il coffee break ancora più dolce.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’evento, in presenza e da remoto, portando la propria esperienza o ascoltando quella degli altri.

La cospicua partecipazione – una quarantina di persone in tutto –  ci fa comprendere – ancora una volta – quanto sia importante gestire le realtà imprenditoriali in chiave umanistica, facendo rete per portare il nostro territorio sulla via dello sviluppo sostenibile.


La dimensione dell’essere
la sostenibilità del fare
qui e altrove
l’algoritmo dell’anima
dare.

Francesca Cerno, CSR Talk 2021

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