Animaimpresa

Bilancio Sociale di Molino Moras: Menzione Speciale del Corriere della Sera

Con grande piacere abbiamo appreso che il bilancio sociale di Molino Moras, nato da una partnership tra l’azienda ed altri associati di Animaimpresa – i professionisti Andrea De Colle, Irene Quaglia e Cinzia Fachin – è stato riconosciuto con una menzione speciale dal Premio promosso dal Corriere e Bologna Business School. Un riconoscimento importante, che vede la piccola azienda di Trivignano Udinese insieme a grandi realtà a livello nazionale, a dimostrazione di quanto la sostenibilità e la rendicontazione della stessa siano a portata di organizzazioni di ogni grandezza e settore. Complimenti!

L’articolo è tratto da Corriere.it


Bilancio di sostenibilità: ecco le aziende che si raccontano meglio

Il premio di Corriere e Bologna Business School nelle tre categorie moda, food, energia. L’evento di presentazione con ospiti Ermete Realacci, Stefano Granata e Daniela Bernacchi.

L’obiettivo del Premio Bilancio di Sostenibilità, frutto dell’iniziativa comune di Corriere della Sera e Bologna Business School con Aiccon è valutare e premiare le aziende che sanno raccontare meglio impegni e prestazioni non finanziarie. Sotto la lente c’è stato il processo di redazione del bilancio di sostenibilità e della sua capacità di essere trasparente, chiaro e capace di comunicare efficacemente la strategia di sostenibilità a tutti gli stakeholder.
L’iniziativa, a cui è dedicato l’intero inserto di Buone Notizie in edicola domani, è stata presentata con evento in streaming oggi al Corsera. La prima sessione dell’incontro era dedicata alle linee guida dell’indagine, divisa in tre settori – Energia, Food, Fashion -, sulle quali sono intervenuti i professori Matteo Mura, Leticia Canal Vieira e Mariolina Longo della Bologna Business School. Ospiti della seconda sessione dell’appuntamento sono stati poi tre esperti di queste tematiche. Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, ha sottolineato il valore e la forza della sostenibilità: «Essere buoni conviene. Le aziende che fanno investimenti in campo ambientale e sociale sono più forti, producono, esportano e ottimizzano di più». Ed è un dato che coinvolge anche il consumatore «che percepisce le imprese sostenibili come soggetti di qualità maggiore». Quindi Stefano Granata, presidente Aiccon, l’Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit, ha spiegato come «sia importante lavorare sull’aspetto sociale. Le aziende stanno capendo come le vecchie logiche non servono più per massimizzare il profitto». Per soffermarsi poi sulla necessità del superamento delle disuguaglianze, sulla coesione con il territorio e sul valore dei giovani come elementi fondamentali per la crescita.
Infine i temi dela governance e delle pari opportunità sono stati affrontati da Daniela Bernacchi, segretario generale del Global Compact Network delle Nazioni Unite: «Su alcuni temi che favoriscono la parita di genere l’Italia è in forte ritardo rispetto all’Europa, soprattutto per quanto riguarda le società non quotate. E la governance è un sfida importante quando si tratta di sostenibilità».

I Premi e le menzioni

Tutti hanno concordato sull’importanza delle aziende di sapersi raccontare attraverso i bilanci di sostenibilità. E hanno posto l’accento sulla spinta che possono dare anche riconoscimenti come i premi e le menzioni dell’iniziativa di Corriere, Bologna Business School e Aiccon. Ecco le motivazioni delle aziende (le 5 della categoria «grandi» e le 3 della categoria «medie e piccole») che hanno totalizzato il punteggio più alto nei tre settori: Food, Moda, Energia. Leggerete anche tutte le menzioni che sono state fatte su casi specifici di alcuni bilanci. […]

Special mentions – Food

– EcorNaturaSi: l’azienda con gli obiettivi più ambiziosi e il miglior reportage sui temi sociali. Questo rapporto mette in evidenza il suo impegno per la biodiversità, l’agricoltura sostenibile e la conservazione del territorio. Anche gli obiettivi presentati nel rapporto sono ben ponderati e adattati alla realtà aziendale. «Garantire prezzi minimi di acquisto sulla base dei costi di produzione per le materie prime e per l’orto», «Eliminare l’acqua in PET almeno nel 50% della rete negozi NaturaSì», «Raggiungere il 15% di superficie aziendale dedicata alla biodiversità nelle aziende Terre di Ecor» sono esempi di obiettivi.
– Barilla: un punto di forza del report è l’impegno per la tutela e la soddisfazione dei propri clienti. Barilla ha obiettivi mirati alla trasparenza e alla qualità dei propri prodotti e metriche che la rispecchiano. L’azienda presenta metriche relative alla riformulazione e allo sviluppo di nuovi prodotti per ridurre il contenuto di sale, grasso o zucchero.
– Illy: l’azienda presenta buone metriche per la maggior parte dei temi. Un aspetto ben documentato nel rapporto è il suo impegno per il benessere dei coltivatori di caffè.
– Esselunga: il report comunica la strategia aziendale inserendo tabelle che collegano obiettivi piuttosto ambiziosi a metriche accurate che presentano i dati raccolti negli ultimi tre anni.
– Coop: il rapporto chiarisce l’impegno dell’azienda a ridurre l’uso di imballaggi in plastica monouso e specifica anche il suo impegno a ridurre le proprie emissioni di gas serra.
– Molino Moras: il rapporto mette in evidenza l’attenzione dell’azienda sull’uguaglianza di genere a tutti i livelli.
– Mutti: il rapporto ha ottenuto la migliore valutazione complessiva sui temi ambientali. Contiene parametri che coprono l’uso dell’acqua, la gestione dei rifiuti, l’energia, le emissioni di gas serra e gli impatti sul territorio. Il rapporto presenta gli obiettivi relativi alla protezione dei bacini idrici.
– Guido Gobino: il report dettaglia la provenienza dei loro fornitori e l’impegno dell’ azienda ad avere un cacao trasparente e tracciabile è ben presentato nel report.
– Arnaldo Caprai Società Agricola: La contestualizzazione del report utilizzando gli obiettivi di sviluppo sostenibile è l’approccio giusto. Il tentativo di stabilire obiettivi legati agli SDGs è un punto di forza. Altro punto di forza del rapporto è l’obiettivo mirato allo sviluppo della comunità locale (es. «valorizzazione del distretto di montefalco») e alla valutazione degli indici di biodiversità (es. «indice di biodiversità del suolo«).
– Perlage: il report è ben strutturato e fornisce un messaggio chiaro al lettore. Ha anche buone metriche come il numero di fornitori con certificazioni ambientali o sociali. Presenta anche molte metriche relative al recupero delle risorse attraverso il compostaggio o il riciclaggio.
– Coop: il rapporto chiarisce l’impegno dell’azienda a ridurre l’uso di imballaggi in plastica monouso e specifica anche il suo impegno a ridurre le proprie emissioni di gas serra.
– Gruppo Veronesi: uno dei pochi bilanci che include il tema della deforestazione e presenta l’obbiettivo di avere «100% della soia certificata sostenibile e deforestation-free entro il 2025». Il bilancio presenta anche metriche riferenti ai siti operativi di proprietà detenuti in locazione, gestiti in (o adiacenti a) aree protette e aree a elevato valore di biodiversità esterne alle aree protette.
– Gruppo Fileni: il bilancio riporta un’attenzione particolare all’uso di sostanze chimiche nella filiera e l’impegno per una politica antibiotic-free. Il bilancio contiene anche una rilevante quantità di indicatori per tutti i temi analizzati.
– Caviro: il bilancio evidenzia la proattività dell’azienda nell’efficienza energetica e nella gestione delle emissioni di gas serra. Un differenziale è la rendicontazione delle emissioni di CO2 catturate ed evitate. L’azienda ha anche un piano chiaro di circolarità.
– Colussi: Il bilancio contiene obiettivi ambiziosi come «100% dei fornitori di materie prime valutati sulla base di criteri di sostenibilità entro il 2021» e «Mantenimento dell’impiego al 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili».

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