Diamo il benvenuto a Willeasy, innovativa piattaforma dedicata all’accessibilità. Abbiamo intervistato William Del Negro, fondatore e CEO.
Ci descrivete brevemente la vostra organizzazione?
Willeasy è il primo ecosistema digitale integrato in Italia dedicato all’accessibilità. Nati nel 2018 come startup innovativa a vocazione sociale, oggi siamo PMI Innovativa. La nostra missione è semplice: far incontrare le persone con i luoghi più adatti a loro. Quando parliamo di accessibilità non ci riferiamo solo alla disabilità, ma anche a chi ha un’allergia alimentare, a una famiglia con bambine e bambini, una donna in gravidanza, una persona anziana. Ognuno di noi, prima o poi, si chiede: “Posso andare lì?”.
Lavoriamo sui dati oggettivi di accessibilità, raccolti con app proprietarie, tecnologia LiDAR, AI e con la community “I am a Willer”. Da qui il motore di ricerca willeasy.net, il “Kit Accessibilità”, i virtual tour VT360 fruibili anche da chi non può usare le mani, le dashboard PEBA per i Comuni, la soluzione WB4U per l’accessibilità digitale, la formazione con Willeasy Learning e il format evento “Accessibility for Future”.
Incubata da Friuli Innovazione e accelerata da Amazon Startup Loft Accelerator, Willeasy ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi: TOP of the PID 2020 di Unioncamere, Books for Peace 2022, Spirale dell’Innovazione di Confindustria Chieti-Pescara 2023, Premio America Innovazione (2025, 2026) della Fondazione Italia-USA. Quest’anno abbiamo ottenuto la certificazione Parità di Genere UNI/PdR 125:2022.
Cos’è per voi la sostenibilità, come viene declinata nella vostra realtà?
La sostenibilità è la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere quelli delle generazioni future, mantenendo in equilibrio i sistemi naturali, sociali ed economici. Mi piace pensarla come un edificio retto da tre pilastri: ambientale, sociale ed economico. Se togli un pilastro, l’edificio crolla. Nel dibattito sulla sostenibilità l’attenzione si concentra principalmente sul pilastro ambientale, mentre l’accessibilità, che rientra nel pilastro sociale, è ancora poco considerata.
Per noi significa partire dalle persone, non dagli spazi: luoghi, servizi, eventi e strumenti digitali nascono dalle esigenze reali delle persone che li useranno, non da un’idea astratta di utente medio. L’ascolto e la comprensione delle necessità di ognuno è fondamentale. L’accessibilità non è un costo, è un’opportunità: una società che non include perde valore economico, talento, clientela. Quando un luogo, un servizio o un evento esclude qualcuno, sta rinunciando a una parte importante del proprio mercato e della propria reputazione.
Mettere al centro le persone è un aspetto che mettiamo in pratica anche all’interno dell’azienda: modello organizzativo Teal (partecipativo e non gerarchico) e Certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022.
Vi è qualche iniziativa specifica di cui volete parlarci?
Sono diverse e ne segnalo alcune.
“Accessibility for Future” è il format evento sull’innovazione inclusiva ideato con IO CI VADO APS. L’edizione internazionale del 2025 alla Fiera di Udine ha registrato 1.176 presenze, 100 speaker da tutta Italia e dall’estero, 60 attività e una startup competition in collaborazione con TEC4I FVG. È un format replicabile in altre città italiane ed europee.
“I am a Willer” è la community che raccoglie dati di accessibilità sul territorio e alimenta una dashboard PEBA, disponibile in licenza SaaS, che mettiamo a disposizione dei comuni per la pianificazione urbana inclusiva.
“AccessiNeTEx” è la sperimentazione in corso a Torino, sviluppata con TeamDev Ecosystem all’interno del Living Lab ToMove della Città di Torino (finanziato dal PNC al PNRR). È la prima sperimentazione in Italia e in Europa del NeTEx Livello 5 – Profilo EPIAP applicato al trasporto pubblico urbano: la cittadinanza mappa fermate, ascensori e scale mobili con la webapp dedicata e i dati sono rilasciati come open data certificati a disposizione degli operatori MaaS. Come dico spesso: l’inclusione è una sfida tecnologica che si vince con i dati.
A queste si affiancano la piattaforma “Willeasy Learning” con corsi e-learning, webinar e percorsi in presenza, le collaborazioni con scuole e associazioni, anche nella mappatura dei territori, nonché WB4U per l’accessibilità digitale dei siti web in linea con l’European Accessibility Act, con validazione fatta da persone con disabilità.
Perché ritenete importante far parte di un network come Animaimpresa?
L’accessibilità non si fa da soli: noi non vogliamo competitor, vogliamo realtà che condividano un fine comune e che insieme rendano più accessibili i luoghi in cui viviamo, lavoriamo e ci muoviamo. Animaimpresa, dal 2010, fa esattamente questo per la sostenibilità in Friuli Venezia Giulia: tiene insieme imprese, professioniste e professionisti, istituzioni e nuove generazioni intorno a un’idea concreta di responsabilità sociale d’impresa. Per Willeasy entrare nel network significa tre cose: confrontarsi con realtà che hanno fatto della sostenibilità una scelta strategica e non un’operazione di facciata; portare nel dibattito una voce specifica sull’accessibilità, oggi ancora poco rappresentata nella componente sociale ESG; trovare occasioni di co-progettazione, perché dalle competenze diverse nascono i progetti migliori. Il Friuli Venezia Giulia ha le carte in regola per essere un laboratorio nazionale su questi temi e siamo orgogliosi di farne parte.
Accessibility is the new black.
L’accessibilità è il nuovo nero: sta bene con tutto, non è una moda, è una normalità da progettare.













