Quadrato

Diamo il benvenuto a Quadrato, studio di comunicazione con sede a Udine. Abbiamo intervistato il fondatore dell’azienda, Fabio Antonini.

Ci descrivete brevemente la vostra organizzazione?

Quadrato è uno studio di Udine che progetta comunicazione. È stato fondato poco prima del Covid ed è finito sui libri di scuola due anni fa. Ci piace chiamarci studio perché corrisponde alla nostra attività prinicipale: studiamo il cliente e il suo ambiente comunicativo, studiamo le tendenze e il nostro mondo così complesso, studiamo il passato e indaghiamo il presente.

Il futuro lo affrontiamo tramite la progettazione che, appunto, tramite la creatività cerca di gettare in avanti lo sguardo e le azioni. In Quadrato, da chi crea immagini a chi scrive, le figure sono tutte autoriali perché crediamo fortemente nel valore dell’originalità per conferire unicità e precisione di messaggio ai nostri assistiti.

Cos’è per voi la sostenibilità, come viene declinata nella vostra realtà?

Dalla rivoluzione industriale in poi la comunicazione ha contribuito a una progressiva proliferazione visiva che oggi è diventata vero è proprio inquinamento. C’è un’escalation in atto che alimenta anche l’intensità del fenomeno e non solo la quantità: i messaggi sono sempre più invasivi e martellanti con una tendenza al “finto” in cui l’AI è solo l’ennesima, potentissima fase.

Con Quadrato cerchiamo di lavorare in maniera sostenibile: dire cose vere bene. È questa regola un orientamento che esiste almeno dai tempi di Bernbach e che fatica a imporsi ma questo, adattando un verso di Battiato, ci spinge solo ad essere migliori con più volontà.

Vi è qualche iniziativa specifica di cui volete parlarci?

Abbiamo iniziato, pochi mesi fa, assieme a Animaimpresa, Foxwin e Irida il progetto Missione Rigenerazione col quale ci siamo posti l’obiettivo di riuscire a portare nelle aziende locali la sensibilità sul tema della rigenerazione.

In particolare vogliamo stimolare i i cosiddetti disimpegnati a cambiare proponendo azioni concrete che si possono intraprendere da subito nel proprio piccolo mondo quotidiano. Crediamo che serva una narrazione nuova che abbandoni il catastrofismo e che usi invece parole in grado di spostare l’attenzione sul fare ciò che da subito può migliorare il nostro ambiente: cura, prossimità, solidarietà, auto-organizzazione,

Perché ritenete importante far parte di un network come Animaimpresa?

Animaimpresa è stata una scoperta improvvisa dell’anno scorso nonostante la vicinanza geografica e di pensiero. Con Animaimpresa abbiamo scoperto soprattutto di non essere soli e di poter confrontarci su temi vitali tutti i giorni assieme a altre imprese e professionisti. La qualità del dialogo con gli associati è alta e non si ha paura di essere ambiziosi.

Si guarda a nuovi modelli organizzativi per il benessere delle persone, si considera fondamentale la convivenza sana di vita lavorativa e privata, ci si interroga su come migliorare il nostro ambiente capendo che siamo tutti ecosistemi intrecciati: noi, gli altri essenti e tutto il mondo che verrà.